Secondo quanto riferito dal presidente Francesco Montanaro per la prima volta nel corso degli ultimi 10 anni SIA presenterà un bilancio in perdita.
La società che si occupa della raccolta dei rifiuti è partecipata al 54% dal Comune di Marsciano che ne detiene quindi la maggior parte delle quote.
Ciò significa che – qualora non si voglia andare ad intaccare il capitale sociale di SIA – il nostro comune sarà costretto a ripianare quelle perdite.
Dopo la TARI record quindi – la cui aliquota è stata di recente aumentata dalla giunta Mele – i contribuenti saranno costretti a subire anche quest’altra vessazione.
Tre sono gli aspetti di questa vicenda che, come Coordinamento delle Opposizioni, vogliamo mettere in risalto.
Il primo punto è relativo alla gestione di SIA.
Al netto delle particolari condizioni in cui l’ammanco si è venuto a creare – ricordiamo che ARERA non ha riconosciuto alcune cifre inserite a bilancio come pagamento di prestazioni effettuate da SIA nel 2020 – quello che si nota è comunque una certa superficialità nella gestione di questo meccanismo.
Essendo infatti chiaro da tempo che ARERA non avrebbe retribuito per intero quelle prestazioni, ci chiediamo quali sono state le iniziative intraprese insieme con gli enti regionali – AURI in primis- e con il consorzio GEST per ridurre al minimo l’impatto?
Quali, infine, le iniziative concordate con le amministrazioni comunali nella duplice veste di clienti e soci di SIA, per far fronte all’ammanco?
Riteniamo – per usare un eufemismo – che non sia stato fatto granchè e soprattutto che ci si sia trovati completamente impreparati.
Il secondo punto che vogliamo mettere in luce è legato al rapporto che unisce GEST e SIA.
All’interno del consorzio GEST il caso di SIA è unico, nessun altro socio infatti (GESENU, ECOCAVE, TSA) presenta problematiche di bilancio.
SIA è il classico cigno nero, l’anello debole della catena lasciato colpevolmente indietro a riprova forse che, pur essendo GEST un consorzio, non è stato in alcun modo messo in pratica quel principio di sussidiarietà reciproca che si presume debba legare insieme i soci di una medesima impresa.
Per ultimo, ma politicamente più rilevante, poniamo l’accento sul comportamento tenuto dalla nostra Amministrazione comunale.
La sindaca Mele – che ci preme ricordare detiene la delega alle partecipate – e la sua giunta hanno sottaciuto al Consiglio e all’opinione pubblica la gravità della situazione facendo finta di nulla.
Se non fosse stato per il lavoro dei consiglieri di opposizione, che hanno preteso la convocazione di una commissione apposita, nulla sarebbe emerso.
L’Amministrazione marscianese era al corrente delle difficoltà in cui la sua controllata SIA si sarebbe venuta a trovare? Se sì, da quanto? Se no, perché?
Perché non è stato preteso che SIA mettesse in atto le necessarie contromisure a fronte di quanto tutti sospettavano potesse accadere con le “somme ARERA”?
Perché non sono state messe in atto le necessarie forme di pressione politica sugli enti regionali, sulle altre amministrazioni e su GEST affinché non si arrivasse a questo punto?
Ci piacerebbe avere risposte alle nostre domande ma, più di ogni altra cosa, non verremmo che come già troppe volte capitato in questi tre anni e mezzo siano i cittadini marscianesi a pagare per il dilettantismo e la superficialità di una giunta che si sta dimostrando totalmente inadeguata nella gestione della cosa pubblica.
Come Coordinamento delle Opposizioni vigileremo sui futuri sviluppi di questa vicenda.








