Dedicato quest’anno alla memoria della resistente iraniana Masha Amini, prevede anche un premio speciale ispirato alla mostra
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Domenica 30 aprile, alle 15,00, cerimonia di premiazione al Museo archeologico nazionale dell’Umbria (p.zza Giordano Bruno, 10, Perugia) della VI edizione del Concorso nazionale letterario “Rina Gatti, la scrittrice della memoria”.
L’edizione di quest’anno è dedicata a Masha Amini, curda iraniana, morta a ventidue anni il 13 settembre 2022 in seguito a torture inflitte perché si rifiutò di indossare il velo islamico 

Tra i premiati, con il riconoscimento assegnato per il centenario di Rina Gatti, ricordiamo che c’è anche la marscianese Sonia Montegiove, con il racconto “Una settimana qualunque di cura”.

Realizzato con il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia, del Comune di Perugia, del MANU, Museo archeologico nazionale dell’Umbria e dell’Ufficio della Consigliera provinciale di parità, il concorso ha previsto quest’anno anche un nuovo premio speciale ispirato alla mostra “La via lattea, maternità e infanzia dall’antichità alla Collezione Bellucci”, allestita al Manu a cura di Maria Angela Turchetti, direttrice del museo, e resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Perugia.

Rina Gatti (Torgiano,1923 – Perugia, 2005), definita da Arrigo Levi “l’unica scrittrice contadina italiana”, è stata protagonista di un percorso originale che l’ha portata, dopo una vita dedicata al lavoro e alla famiglia, a cimentarsi, in età matura, nella scrittura e nella composizione di racconti. L’impegno da autodidatta e l’evidente talento le hanno permesso di pubblicare libri (come “Stanze vuote”, “Stanze vuote, addio”, “Le quattro stagioni e i dodici mesi”, insieme al figlio Giovanni) in cui ha raccontato memorie e vicende ispirate all’Umbria contadina dei suoi tempi e che hanno avuto risonanza nazionale e internazionale, godendo delle traduzioni in francese e in inglese e persino in lingua cinese, con il contributo del Ministero degli Affari Esteri Italiano. 

L’impegno per il dialogo tra le generazioni l’ha portata a visitare le scuole umbre di ogni ordine e grado, rendendola un simbolo dell’importanza della memoria e delle proprie radici e dell’impegno sociale, ma anche del valore della scrittura come strumento di emancipazione, declinata nel suo caso al femminile. 

Il premio letterario a lei intitolato è nato nel 2017 su iniziativa dell’Associazione “Europa comunica cultura” e di Giovanni Paoletti, figlio dell’autrice, in collaborazione con l’Ufficio della Consigliera di parità della Provincia di Perugia e l’editore Bertoni.

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