L’iniziativa del Consiglio Regionale dell’Umbria potrebbe portare anche alla possibilità di riapertura del Tribunale di Todi
Tribunale protesta 2014

Al Senato della Repubblica è stato presentato il Disegno di legge n. 710, su iniziativa del Consiglio Regionale dell’Umbria, per apportare modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, n.155 che ha portato 10 anni fa alla soppressione di 31 sedi di tribunale. Tra le sedi distaccate del tribunale di Perugia, ricordiamo fu soppressa anche quella di Todi (nella foto la protesta per la chiusura del tribunale, nel 2014).

Il disegno di legge presentato in Senato, prevede che i tribunali soppressi riprendano a pieno le loro funzioni giudiziarie nelle loro sedi, “a condizione che le spese di gestione e manutenzione degli immobili e di retribuzione del personale di custodia e vigilanza delle strutture siano integralmente a carico del bilancio della regione richiedente, o di enti locali, previa intesa con la stessa. Rimangono a carico dello Stato le spese relative alla retribuzione dei magistrati, del personale amministrativo e di polizia giudiziaria”.

In particolare per l’Umbria la proposta si riferisce, per questioni territoriali, al tribunale e procura della Repubblica di Orvieto, in analogia ad altre iniziative intraprese per tribunali soppressi in altre regioni italiane.
Ricordiamo che in Umbria la soppressione delle sedi giudiziarie ha riguardato, nello specifico: il tribunale e la procura della Repubblica di Orvieto, le sezioni territoriali distaccate del tribunale di Perugia: Assisi, Città di Castello, Foligno, Gubbio e Todi.

Secondo quanto indicato dagli estensori del disegno di legge, la riforma del taglio delle sedi giudiziarie non avrebbe portato ai vantaggi e ai risultati sperati, ma è stato “fortemente penalizzante per molti cittadini e imprese che si sono visti allontanati dal servizio giudiziario di prossimità, sia per questioni prettamente geografiche, sia in termini di produttività, causando un riversamento dei costi sugli stessi e un costo sociale che crea forti sperequazioni”.

Le cause del fallimento della riforma, si legge nel testo del Ddl, sarebbero da ricercare nel fatto che non sono stati considerati alcuni parametri, come l’estensione geografica, le caratteristiche geomorfologiche di alcuni territori e l’oggettiva difficoltà di raggiungere gli uffici giudiziari da parte dell’utenza di riferimento.

Per quanto concerne il caso della regione Umbria, “la riattivazione del tribunale di Orvieto può rendere il servizio più efficiente ed efficace nel rispondere alle esigenze socio-economiche del territorio. Infine, tramite la riattivazione della struttura di Orvieto verrebbe garantita un’equa accessibilità dei cittadini alla giustizia, in rapporto all’estensione territoriale”.

Quindi nel testo non si fa riferimento alla riapertura anche delle altre sedi distaccate che abbiamo elencato sopra, però se dovesse passare tale principio, ci potrebbe essere uno spiraglio anche per la sede distaccata di Todi.

Il sindaco di Todi Antonino Ruggiano ha dichiarato di aver avviato “una fase di interlocuzione con i Sindaci delle altre città interessate – Assisi, Foligno, Città di Castello e Gubbio – affinché possa avviarsi il confronto con la Regione Umbria ed il Parlamento, al fine di verificare se esistano le condizioni, come auspicato vivamente, per la riapertura delle sezioni distaccate di Tribunale”. 

“È una battaglia che dovremo affrontare con lo spirito unitario che ha contraddistinto le nostre comunità al tempo della precedente riforma, nella consapevolezza che una società in cui la giustizia sia, di fatto, negata non possa che essere una società di serie B. Ce lo impone, tra l’altro, l’articolo 10 del Trattato dell’Unione Europea e l’articolo 5 della nostra Carta Costituzionale”, ha scritto Ruggiano ai suoi colleghi.

La direzione imboccata, dunque, è quella di lavorare insieme come Comuni di Assisi, Foligno, Città di Castello, Gubbio e Todi affinché le rispettive comunità possano tornare a godere dei servizi di prossimità della giustizia, con un conseguente innalzamento anche del sistema organizzativo e di produttività.

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