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Visto il ruolo strategico che giocano le strutture ricettive nella partita dell’attrazione turistica, il focus dell'Agenzia Umbria Ricerche analizza com’è cambiata in Umbria l’offerta sia alberghiera che extralberghiera
alberghi

Il 2023 per l’Umbria è l’anno in cui le presenze turistiche si stanno avvicinando a quota 7 milioni (Turisti in Umbria: quei 9 mesi del 2023 da record) [1]. Un risultato ottimo che ha avuto il merito di riportare, dopo anni frustranti, un certo ottimismo generale intorno al settore turistico e alle sue potenzialità di crescita.

Ciò premesso, nel presente focus, visto il ruolo strategico che giocano le strutture ricettive nella partita dell’attrazione turistica, analizzeremo com’è cambiata in Umbria l’offerta sia alberghiera che extralberghiera tra il 2019 (pre-Covid) e il 2023 [3].

Gli esercizi alberghieri in Umbria: un confronto tra il 2023 e il 2019
La consistenza ricettiva alberghiera

“In Umbria nei primi nove mesi del 2023 risultano presenti 446 strutture alberghiere. Rispetto allo stesso periodo del 2019 sono diminuite del 12,2%”

In Umbria nei primi nove mesi del 2023 risultano presenti 446 strutture alberghiere. Rispetto allo stesso periodo del 2019 sono diminuite del 12,2%, che in termini assoluti significa oltre 60 strutture in meno. Gli alberghi 5 e 4 stelle sono gli unici a crescere. La quota più consistente delle strutture è costituita dagli hotel a 3 stelle, anche se non può passare inosservato che fanno registrare un calo di oltre il 10% rispetto al 2019. Inoltre, a proposito di calo, nel lasso di tempo considerato, gli hotel a 1 stella sono diminuiti del 35% e quelli a 2 stelle quasi del 20%; numeri questi che aprono la strada all’ipotesi che queste strutture, in particolare, risentono più delle altre l’accresciuta concorrenza che arriva dal fronte extralberghiero (tab. 1 e 3).

I posti letto negli esercizi alberghieri
In Umbria nel 2023 i posti letto complessivi delle strutture alberghiere sono diminuiti di circa il 10%. Gli hotel a 5 stelle sono gli unici che fanno registrare una crescita: +20,9% nel 2023 rispetto al 2019.

Nella parabola discendente, gli alberghi che perdono meno posti letto sono i 4 stelle con un -0,5%. Gli altri subiscono un ridimensionamento significativo: si va dal -12,2% dei 3 stelle al -33,7% degli 1 stella (tab. 2).

Gli esercizi extralberghieri in Umbria: un confronto tra il 2023 e il 2019
La consistenza ricettiva extralberghiera

“La consistenza ricettiva extralberghiera tra il 2023 e il 2019 è cresciuta del 24%; questo in termini assoluti ha significato un incremento di circa 1.200 strutture”

Nel 2023 risultano presenti sul territorio umbro oltre 6 mila strutture extralberghiere. Rispetto al 2019 sono cresciute circa del 24%, che in termini assoluti significa +1.189 strutture. In particolare, a trainare la crescita sono le “locazioni turistiche” e le “case/appartamento vacanze” rispettivamente col +64,2% e +59,2%.

Le “locazioni turistiche” rappresentano il 32,4% dell’offerta totale extralberghiera nel 2023; a seguire abbiamo gli “agriturismi e le fattorie” col 21,5% (in calo rispetto al 2019), e le “case/appartamento vacanze” (17,2%) (tab. 3).

A valle di certi dati, non ci si può astenere dal commentare che la forza di piattaforme come Airbnb anziché Booking – giusto per citarne un paio – sembra aver finito con l’influenzare il tipo di offerta ricettiva.

I posti letto negli esercizi extralberghieri
Nel confronto tra i primi nove mesi del 2023 e quelli del 2019, emerge che i posti letto complessivi delle strutture extralberghiere sono cresciuti del 7,2%, che in termini assoluti significa quasi +5 mila. Nella sostanza assistiamo ad una forte crescita dei posti nelle “locazioni turistiche” (+59,6%), nelle “case/appartamenti vacanza” (+20,5%) e negli “affittacamere” (+18,1%).

Al tempo stesso, non manca chi come, ad esempio, i “Bed & breakfast” ha fatto registrare un calo netto dei posti letto (tab. 4).

Occupazione media delle stanze nel settore alberghiero ed extra
In Umbria, nei primi nove mesi del 2023, tutte le tipologie di hotel fanno registrare variazioni positive rispetto al 2019. Nel dettaglio, si va dal +5,6% degli hotel a 4 stelle al più 43,1% di quelli a due stelle (tab. 5).

Sul fronte delle strutture extralberghiere, sempre nel confronto 2023/2019, fanno registrare variazioni positive gli “agriturismi e le fattorie”, i “Bed & breakfast”, gli “affittacamere” e le “case/appartamento vacanze”; mentre, le altre strutture presentano valori in rosso (tab. 5).

Conclusioni
I dati appena analizzati ci mostrano che tra il 2019 e il 2023 si è avuta una crescita numerica consistente delle strutture extralberghiere (anche in termini di posti letto); una diminuzione netta degli hotel tra una e tre stelle e dei loro posti letto; un’occupazione media delle stanze negli alberghi buona, ma alquanto ridotta per ciò che attiene la ricettività extralberghiera.

In sintesi, questo è il quadro generale delle trasformazioni avvenute tra il pre e il post Covid. Ma, nelle pieghe di questi numeri, chi scrive ci tiene ad evidenziare un fenomeno: in Umbria rispetto a mete come Napoli, Firenze, Roma, Milano, giusto per fare qualche esempio, si è avuta una crescita meno marcata di quei particolari hotel a 4 e 5 stelle (si pensi ai Boutique Hotel, ecc.) in grado di esaltare l’aspetto dell’esperienza soggettiva dell’ospite e offrirgli quel giusto mix di lifestyle tipico italiano (che il mondo ci invidia) e di cultura/atmosfera locale. Questo nella sostanza ha finito inevitabilmente col circoscrivere e non con l’ampliare l’appeal potenziale del sistema turistico regionale. Il fatto è che ci sarebbe bisogno di una maggiore massa critica di hotel distintivi e ben integrati nell’essenza vera del territorio. In pratica, di quelle strutture in grado, più di altre, di far crescere finalmente quella spesa media dei turisti che, anno dopo anno, continua a caratterizzarsi per essere una delle più basse del panorama nazionale. Uno studio Aur (Res 2023, pp.32-38) l’ha stimata per il 2022 pari a 97,3 euro, che in termini di Pil prodotto sul sistema economico regionale si traduce all’incirca nel 2 per cento; un valore che esprime una capacità propulsiva del settore piuttosto contenuta, specialmente se la si confronta con altre realtà regionali.

 

Note
[1] Arrivi turistici: numero di clienti ospitati negli esercizi ricettivi; Presenze turistiche: numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi; Permanenza media: rapporto tra il numero di presenze e il numero di registrati nel periodo preso in considerazione.

[2] Lo I.U.M. è un indice che permette di conoscere la percentuale di stanze occupate in una struttura alberghiera/extralberghiera in un dato intervallo temporale.

[3] Nella presente analisi, onde evitare di essere risucchiati dalle fluttuazioni figlie dell’epidemia da covid, non sono stati presi in considerazione gli anni 2020, 2021 e 2022.

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