In un contesto aziendale sempre più dinamico e orientato al successo, la sicurezza sul lavoro rappresenta un pilastro irrinunciabile per il benessere e la produttività di dipendenti e collaboratori.
L’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) si configura come un elemento centrale nella tutela del personale e nella promozione di un ambiente lavorativo sano.
Parliamo di supporti che hanno come fine primario quello di preservare l’integrità fisica e la salute di chi opera a livello lavorativo, mitigando i rischi connessi alle diverse attività svolte.
Per le aziende investire nei DPI si rivela molto più di un semplice adempimento normativo, quanto piuttosto avvalersi di una strategia oculata e volta a tutelare quelle meglio note come risorse umane: il motore trainante di qualsiasi organizzazione.
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Ed è proprio questo il senso di avvalersi dei Dispositivi di Protezione Individuale, disponibili secondo molteplici tipologie e versioni, utili a offrire una tutela a 360°, mirata ed efficace, capace di preservare la salute da problematiche potenzialmente importanti.
Cosa sono i DPI e la normativa in vigore in Italia
Con il termine DPI si fa riferimento alle attrezzature che, una volta indossate dal lavoratore, vanno a proteggerlo rispetto ai rischi che incontra durante lo svolgimento della mansione, minacciandone la sicurezza e/o la salute.
La loro definizione deve essere conseguita in maniera specifica a seconda del settore in cui opera la singola azienda e del compito che svolge la persona. La normativa di riferimento in Italia è il Decreto Legislativo 81/2008, il quale disciplina le disposizioni in vigore per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
In particolare, con l’articolo 20 viene stabilito per ogni lavoratore l’obbligo di aver cura della salute, propria e di quella delle altre figure presenti nel medesimo ambiente di lavoro, sulle quali vanno a ricadere le sue azioni.
Qualcosa da fare sulla base delle misure messe in atto in maniera cautelativa da parte del datore di lavoro e che contemplano anche l’adozione dei DPI, i quali devono essere indossati nel modo corretto.
I parametri di riferimento si trovano esplicitati all’interno dell’articolo 76 e prevedono che tali dispositivi risultino idonei rispetto ai rischi da prevenire nonché in relazione alle condizioni esistenti nell’ambiente di lavoro.
Sarà inoltre necessario considerare le esigenze di salute come di ergonomia che denota il dipendente, a fronte di un uso che viene di volta in volta a seconda dei suoi bisogni.
In presenza di più rischi può rendersi indispensabile l’uso di più dispositivi in contemporanea: l’importante è che siano tra loro compatibili per non perdere di efficacia.
Brevi considerazioni sulla tutela dell’udito
Tra i DPI maggiormente utilizzati troviamo maschere, respiratori e cuffie. Se i primi proteggono soprattutto l’apparato respiratorio, le seconde sono tra gli apparecchi più comuni per la tutela dell’udito.
Stando ai dati elaborati dall’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, l’ipoacusia da rumore rappresenta la malattia professionale più diffusa nell’UE, a fronte di un’esposizione complessiva di 40 milioni di lavoratori per quanto riguarda i rumori forti; 13 milioni appaiono invece affetti da problemi legati sempre all’udito.
Questo nonostante le normative stringenti disposte a livello statale, che necessitano però di essere sviluppate concretamente attraverso una scelta mirata e personalizzata degli opportuni DPI.








