L'Istituto superiore ha presentato il corso di ‘Chimica dei materiali innovativi, ambiente e sostenibilità’ in occasione della inaugurazione della prima serra aereoponica dell'Umbria: grande attenzione alla rivoluzione verde
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L’Istituto tecnico tecnologico statale Alessandro Volta di Perugia ha fatto un passo avanti verso il futuro inaugurando una serra aeroponica, la prima in Umbria, che permette di coltivare le piante senza usare il terreno.
La serra aeroponica sarà usata dagli studenti dell’indirizzo di chimica per imparare i principi scientifici della coltivazione senza terra e per fare esperimenti su diverse varietà di piante. Ma non solo: la serra sarà anche un luogo di aggregazione e di inclusione sociale per i ragazzi con disabilità che potranno partecipare ad attività ludiche e terapeutiche.

L’inaugurazione della serra è stata preceduta da un seminario durante il quale sono state affrontate le tematiche della rivoluzione green e delle nuove frontiere del verde urbano e della chimica sostenibile nella società contemporanea.
La dirigente scolastica Cruciani ha sottolineato: “Nel ruolo fondamentale di formazione e sensibilizzazione dei futuri cittadini verso tematiche riguardanti la sostenibilità, la nostra scuola già da qualche anno sta innovando diversi indirizzi di studio: penso anche al nuovo corso quadriennale partito in questo anno scolastico, e oggi propone a chi vorrà iscriversi per il prossimo, il nuovo corso ‘Chimica dei materiali innovativi, ambiente e sostenibilità”.

In questo contesto si inserisce dunque anche la nuova visione dell’indirizzo di chimica della scuola che da qui al 2024-2025 assumerà una connotazione green e di sostenibilità.
Racconta a tal proposito il professore Carlo Sgromo, docente coordinatore dell’indirizzo di Chimica e materiali all’Itts Volta: “Basato sui fondamenti curricolari di chimica dei materiali vede un’importante novità nell’introduzione al terzo anno di un’ulteriore materia professionalizzante, la chimica ambientale, volta ad ampliare conoscenze e competenze chimico-ambientali dei futuri tecnici, anche attraverso un maggiore rapporto con imprese, enti e associazioni di ricerca scientifica del territorio, come l’Università di Perugia e la Società Chimica Italiana sezione Umbria”.

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