Domenica 11 febbraio, alle ore 17, il vescovo della Diocesi, mons. Gualtiero Sigismondi, lo consacrerà e benedirà la sede presidenziale e l’ambone; restaurato anche l'altare del 1700
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In una cronaca scritta da Antonio Valenti, Memoria sul tempio del SS. Crocefisso, è raccontata la costruzione di questa importante chiesa nella città di Todi: “Due maggio 1591 è innalzata la croce sul luogo dove doveva sorgere l’altare maggiore; 3 maggio 1591: … a XIII hore in circa, tempo oscuro, piovoso, lo Ill.mo Mons. Angelo Cesi … disse ivi Messa Pontificale et benedetto ‘l fondamento pose la prima pietra, dirimpetto alla devozione dalla parte che guarda a ponente verso la città”.

La nuova chiesa nasce intorno all’immagine del Cristo Crocifisso, dipinta in una maestà posta lungo la strada, dove numerosi tuderti si recavano a pregare. La cerimonia oltre che dal Valenti è descritta anche dal duplice atto notarile, uno redatto dal notaio del Comune Ansuigi Pontano di Todi e l’altro dal notaio Vescovile Nicola Sacco di Spoleto.
Lungo i secoli la chiesa ha avuto varie vicende ma è sempre stata un luogo di culto frequentato e vissuto, nel  1608  il cardinale Marcello Lante la eresse a parrocchia per tutti gli abitanti delle campagne che vivevano introno le mura di Todi.

Nel libro dell’amministrazione tenuto dai monaci Olivetani reggenti della chiesa si legge una nota del 1784:  “Spese occorse nel rimattonamento della chiesa e rifare di nuovo l’altare maggiore di marmo verde antico di Siena e Corallino, e cornici di mischio di Porto Venere, di travertino, nasso ed altre pietre“.
Altri restauri sono stati eseguiti dal parroco Mons. Martino Petrucci insigne studioso che ha retto la parrocchia per ben sessantatré anni.

Le chiese sono “corpi vivi” e hanno bisogno di continua cura, in questi ultimi anni notevoli sono stati gli interventi anche dei sacerdoti don Alceste Corboli e don Carlo Franzoni.
Con la riforma liturgica scaturita dal Concilio Vaticano II (1962 – 1963) è stato necessario ripensare gli spazi liturgici per tutte le chiese, per celebrare secondo le indicazioni del Concilio  si fecero delle sistemazioni provvisorie in attesa di realizzare dei progetti adeguati senza stravolgere l’impianto architettonico di chiese monumentali come quella del SS. Crocifisso.

Finalmente si è giunti a rendere concreto un nuovo assetto del presbiterio, realizzando un progetto elaborato dall’architetto Mauro Stella e approvato dalla commissione liturgica, dall’ufficio beni culturali della Diocesi e dalla Sovrintendenza ai beni architettonici dell’Umbria.
La prima opera è stata quella di curare il restauro dell’altare del 1700, mentre il nuovo altare è stato realizzato utilizzando un paliotto di scaiola del 1733. Sono stati poi costruiti la sede del sacerdote che presiede la Liturgia e l’Ambone dove si annuncia la Parola di Dio.
La realizzazione degli arredi liturgici e i restauri sono stati eseguiti da tutte maestranze che operano nel territorio comunale.

Domenica 11 febbraio alle ore 17 il vescovo della Diocesi, mons. Gualtiero Sigismondi, consacrerà l’altare e benedirà la sede presidenziale e l’ambone.
La Liturgia è “fons et culmen” di tutta la vita cristiana e va celebrata sempre con grande cura, in un ambiente che deve esprimere la grandezza del Mistero che vi viene celebrato.

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