Il Comitato “Non bruciamo il futuro” ha organizzato un un incontro per sabato 1 giugno, per interrogarsi sul futuro della città

Sabato primo giugno a Todi, sala Giunta, ore 11:00, si discute dei riflessi economici  e sociali di una possibile localizzazione di un impianto di incenerimento dei rifiuti nel territorio della media valle del Tevere.

Il Comitato Non bruciamo il futuro, nato a gennaio 2024 a seguito del varo da parte della Regione Umbria del Piano dei rifiuti, continua la sua attività di informazione in ordine alle possibili conseguenze, soprattutto per il territorio della Media Valle del Tevere, nel caso di realizzazione di un inceneritore.

Questa volta si parla di possibili riflessi sul mercato immobiliare, soprattutto di alto livello, ossia quello che attira ed è movimentato dagli stranieri. In particolare verrà presentato un sondaggio svolto ad aprile tra gli stranieri residenti a Todi e nei dintorni.

Oltre 100 proprietari di casa e residenze di campagna hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio pensiero in ordine alla prospettiva della costruzione di un inceneritore.

La comunità internazionale è un investitore importante nell’economia umbra, basti pensare che oltre la metà degli intervistati (52%) ha dichiarato di aver investito tra 250.000 e 1.000.000 di euro nei propri immobili, mentre l’11% ha indicato di aver investito più di 1.000.000 di euro; in totale gli intervistati hanno dichiarato di aver programmato ulteriori investimenti immobiliari per un totale di 18 milioni di euro.

Oltre a domande circa la posizione in materia di ambiente e di inceneritori, è stato chiesto anche  di indicare il potenziale impatto di tale prospettiva sulla decisione di effettuare ulteriori investimenti o realizzare quelli programmati, di consigliare il territorio della Media Valle del Tevere ad amici o connazionali.

Un tema molto importante, quindi, che si affianca a quello delle possibili conseguenze della localizzazione nella Media Valle del Tevere sulla vivibilità, sulla salute e sull’ambiente, compresa l’agricoltura.
Il rischio è quello del definitivo tramonto della Città più vivibile del mondo e dell’immagine dell’Umbria come cuore verde d’Italia.
I cittadini e le cittadine sono invitati a partecipare.

condividi su: