Con l’Autonomia Differenziata le Regioni potranno chiedere (su ben 23 materie) di decidere in assoluta libertà, esclusivamente per il proprio territorio. La scelta di maggiore autonomia coinvolge materie fondamentali per il benessere dei cittadini come la Tutela della Salute, l’Istruzione, l’Ambiente, lo Sport, l’Energia, i Trasporti, la Cultura, il Commercio Estero e le Regioni potrebbero richiedere la gestione indipendente anche per tutte le materie in questione. Non è una Riforma Costituzionale, ma una Legge Ordinaria che frammenterà ancora di più il nostro già frammentato Paese, aumentando le diseguaglianze tra sud e nord, tra regioni grandi e quelle piccole, tra ricchi e poveri, mettendo in difficoltà i ceti meno abbienti e i cittadini più deboli. Ricordiamo sempre che le Regioni non sono entità a se stanti, sono abitate da cittadini che in base al luogo di residenza, avranno un forte impatto nelle loro vite a seguito di questa legge. L’Autonomia Differenziata è possibile se verranno determinati i LEP, ovvero i livelli essenziali di prestazione. Delle 23 materie sulle quali si potrà chiedere l’autonomia, su 14 di queste, le Regioni, dovranno rispondere ai LEP, assicurando i servizi minimi garantiti. Questo meccanismo non farà altro che aggravare i profondi divari che già esistono tra Nord e Sud consentendo alle Regioni più ricche di trattenere il gettito fiscale invece di inviarlo a Roma e lasciare che venga redistribuito dal governo centrale; quelle più povere si troveranno con ancora meno soldi e di conseguenza avranno sempre maggiori difficoltà a garantire i servizi, abbattendo di fatto il principio della perequazione. 

Cavour ci aveva avvertito dicendo: “Fatta L’Italia ora bisogna fare gli italiani.” 

Nemmeno a dirlo l’Autonomia Differenziata è una battaglia storica della Lega che, dal secessionismo duro e puro di Bossiana memoria, è passata al frazionamento del nostro paese acuendo sempre di più la distanza tra le Regioni. C’è da chiedersi come un Governo a trazione Fratelli D’Italia, che del patriottismo (anche se demagogico) ne ha sempre fatto un valore, spiegherà ai propri elettori una Riforma come questa percorsa solo per una questione di beceri interessi di coalizione. Salvini viene tenuto buono con un provvedimento “SPACCA ITALIA” e in cambio, la Meloni, ha mano libera su altri temi, senza i capricci del bizzoso alleato, il tutto a discapito del nostro Paese. 

Ad opporsi a questo scellerato provvedimento dell’Autonomia Differenziata il Partito Democratico insieme ad altre forze d’opposizione quali il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva e +Europa che si sono attivate per richiedere il Referendum Abrogativo. Il quesito del Referendum Abrogativo è stato presentato dall’opposizione in Cassazione venerdì 5 luglio e recita: 

Volete voi che sia abrogata la legge 26 giugno 2024, n.86, “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione”? 

Per richiedere il referendum abrogativo – totale o parziale – della legge, è necessario raccogliere 500.000 firme entro il 30 settembre. 

Anche nella nostra città bisogna mobilitarci per la raccolta firme a sostegno del Referendum Abrogativo sull’Autonomia Differenziata, aggregando tutte le forze di opposizione all’attuale Giunta Comunale di destra, coinvolgendo tutte le Associazioni, Sindacati e Corpi Intermedi che non si riconoscono in un provvedimento come questo, teso a dividere invece che ad unire.
La nostra Regione e non di meno la nostra città, con l’attuazione dell’Autonomia, ha solo da rimetterci.

Il Partito Democratico di Todi si spenderà per la Costituzione di Un Comitato, il più ampio ed aperto possibile, per la raccolta firme a sostegno del referendum abrogativo dell’Autonomia Differenziata. 

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