Il Sindaco Ruggiano, sempre più Trump “de noartri” con un rapporto a dir poco problematico con la realtà dei fatti, comincia a perdere i colpi anche come maestro di propaganda.
Solo pochi giorni fa, infatti, in una roboante intervista al Corriere dell’Umbria, ha annunciato che “il secondo ascensore di via Termoli sarà pronto nei primi mesi del 2026”. Peccato che la realtà amministrativa, certificata dagli atti del Comune di Todi, dica tutt’altro.
La responsabile del Servizio Opere Pubbliche, con una comunicazione interna ufficiale del 26 settembre 2025, acquisita dal sottoscritto tramite accesso agli atti, ha chiaramente messo nero su bianco che il termine dei lavori, a seguito dello stop al cantiere causa perizia di variante, è fissato al 31 dicembre 2026 (termine ultimo stabilito per i fondi Pnrr – n.d.r.). Altro che “primi mesi del 2026”!
Ci troviamo, dunque, di fronte all’ennesimo tentativo del primo cittadino di spacciare per risultati immediati opere, nella migliore delle ipotesi, saranno completate a fine anno. Un comportamento irresponsabile e irrispettoso verso i cittadini tuderti, che meriterebbero trasparenza e serietà e non promesse da campagna elettorale continua.
Perché mistificare continuamente la realtà su un’opera pubblica finanziata con una vagonata di soldi del contribuente, dove la precisione dei cronoprogrammi dovrebbe essere la base di ogni comunicazione dell’ente appaltatore?
Come testimonia anche l’intervista suddetta, siamo di fronte ad un Comune ridotto, ormai, ad una impresa edile di medie dimensioni che ristruttura ed edifica senza alcun disegno di sviluppo o iniziativa di coesione sociale ed economica, comunicando per di più date di chiusure dei cantieri farlocche.
In merito a quest’ultimo aspetto auspico che i media e la stampa locali vigilino attentamente, visto che già da settimane, carte alle mano, si stava spiegando che il secondo ascensore sarebbe stato pronto a fine 2026, evitando di fare da cassa di risonanza ad una comunicazione istituzionale del Comune di Todi fasulla e che disprezza la realtà dei fatti.









