La situazione della Casa di Comunità di Marsciano e più in generale della sanità nella Media Valle del Tevere continua a essere gravissima e, nonostante le richieste pressanti arrivate dal territorio, non è emersa alcuna proposta concreta né dalla seduta della Terza Commissione consiliare né dall’incontro pubblico con la presidente Proietti che, oltre a sorrisi e chiacchiere vuote, non ha saputo esprimere un concetto utile alla risoluzione dei problemi esistenti.
Durante la seduta della Terza Commissione, convocata dopo la presentazione di un ordine del giorno da parte del consigliere Lega, Francesca Mele, che denunciava il depauperamento di personale e servizi, non sono stati affrontati a dovere i nodi reali della sanità locale. Il direttore generale della Usl 1, dottor Ciotti, la direttrice del distretto e gli altri dirigenti presenti non sono stati in grado di fornire risposte su pensionamenti, trasferimenti, reparti sotto organico e servizi scomparsi dalla Casa di Comunità di Marsciano. Nessuna garanzia sulle sostituzioni, nessuna tempistica, nessun impegno concreto. È emerso anzi che persino riportare l’ospedale di Pantalla ai livelli del 2019, una delle più ridondanti promesse elettorali della sinistra, è considerato “impossibile”. L’unico barlume di speranza per il futuro è arrivato dal primario di ginecologia di Pantalla, che ha parlato della possibilità di attivare una seduta settimanale al consultorio di Marsciano. Un intervento minimo, che non risolve il vuoto creato dalla totale assenza del ginecologo nel consultorio.
Non migliore è stato l’incontro pubblico organizzato dal PD con la presidente Proietti, arrivata con un’ora e mezza di ritardo e incapace di fornire risposte ai cittadini della Media Valle del Tevere. La presidente si è limitata a sorrisi, ringraziamenti e vaghe dichiarazioni sulla “difficoltà della situazione trovata”, senza assumere alcun impegno concreto sulla casa di Comunità di Marsciano o sul potenziamento dei servizi sanitari del territorio. Ha annunciato che il nuovo Piano sanitario regionale “arriverà presto” e che nel frattempo saranno organizzati altri incontri e tavoli: l’ennesimo rinvio, l’ennesimo scaricabarile. L’unica spiegazione fornita sui continui “pellegrinaggi” dei cittadini verso altri ospedali sarebbe un presunto algoritmo di prenotazione ancora “tarato sul Covid” che limiterebbe l’accesso alle prestazioni a Pantalla. Una giustificazione che rasenta l’assurdo: se davvero è così, perché non è stato corretto da un anno? Davvero un algoritmo è l’unico argine alla riattivazione dei servizi?
Dai vertici regionali e dai dirigenti Asl non sono arrivate soluzioni e i problemi restano. In accordo con il segretario di sezione chiederemo al centrodestra locale di partecipare a una raccolta firme per la tutela della Casa di Comunità. I sorrisi e le frasi di circostanza della presidente Proietti non si sposano con la reale attenzione alla salute e ai diritti dei cittadini.








