Il Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle – Orvietano e Media Valle del Tevere – Gruppo di Todi esprime forte preoccupazione e netta contrarietà rispetto all’ordine del giorno approvato il 28/11/2025 dal Consiglio Comunale di Todi, volto a intitolare una strada o uno spazio pubblico a Sergio Ramelli.

È doveroso ribadirlo con chiarezza: ogni morte violenta è sempre una tragedia. La vicenda di Ramelli, ucciso durante gli anni più bui della tensione politica in Italia, appartiene a quella stagione drammatica nella quale il Paese intero ha pagato un prezzo altissimo, in termini umani e sociali. Ma proprio per questo, strumentalizzare il dolore di un giovane per operazioni di revisionismo storico è inaccettabile.

L’operazione politica messa in atto dalla maggioranza tuderte tenta, infatti, di equiparare i morti di matrice neofascista ai milioni di civili italiani che furono vittime del fascismo, del regime che scelse come alleato il nazismo e partecipò attivamente – senza alcuna attenuante – ad alcune delle peggiori atrocità della storia contemporanea.

Ricordiamo che il fascismo non fu una semplice “parte politica”, ma una dittatura responsabile di persecuzioni, omicidi, deportazioni, stragi, torture, soppressione delle libertà democratiche, leggi razziali e collaborazionismo con il regime hitleriano.

Se dovessimo intitolare una via o uno spazio pubblico a ciascuno dei civili italiani uccisi, perseguitati o torturati dal fascismo – dai contadini delle repressioni negli anni Venti, agli oppositori politici, agli antifascisti incarcerati o mandati al confino, agli ebrei italiani consegnati ai nazisti, fino ai martiri delle stragi nazifasciste come Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Fossoli, Fosse Ardeatine – non basterebbero tutte le strade d’Italia.

È un dato storico, non un’opinione.

Per questo riteniamo grave e pericoloso che oggi, nel 2025, si tenti di rileggere la storia in chiave vittimistica, utilizzando un caso individuale per provare a ripulire, almeno simbolicamente, un passato che la nostra Repubblica ha già condannato senza ambiguità.

È altrettanto grave che si evochi il rispetto “mancante” dell’opposizione quando è proprio chi ha proposto l’ordine del giorno che sta forzando il dibattito pubblico attraverso una narrazione distorta e decontestualizzata degli anni di piombo, cancellando volutamente il ruolo aggressivo e violento dei gruppi neofascisti di quel periodo.

La Costituzione italiana è antifascista.

Lo è per scelta, per storia, per diritto.

E l’antifascismo non è una bandiera politica, ma un valore fondativo e trasversale che appartiene a tutti i cittadini democratici, indipendentemente dall’appartenenza partitica.

Usare la memoria di un morto come strumento politico per “riabilitare” un’ideologia responsabile di distruzione, oppressione e sangue non solo è sbagliato, ma rappresenta un pericoloso passo indietro nella cultura civica e istituzionale del nostro Paese.

Il Movimento 5 Stelle di Todi continuerà a sostenere ogni iniziativa che difenda la memoria storica, la verità dei fatti, i valori costituzionali e la necessità – oggi più che mai – di contrastare ogni forma di revisionismo che tenti di sbiadire le responsabilità del fascismo nella storia italiana ed europea.

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