Il consiglio comunale di Todi si è prestato a diventare il cavallo di troia del neofascismo. Il 28 novembre la maggioranza di centro destra ha votato all’unanimità l’ordine del giorno del consigliere Nulli (Casapound) di intitolare una strada a Sergio Ramelli.
Il voto unanime della maggioranza di Todi (28/11/2025) non onora una vittima, ma offre una piattaforma permanente al neofascismo e agli ambienti vicini a CasaPound.
La figura di Ramelli, degna del più profondo e sincero cordoglio, è stata cinicamente usata per i soliti fini eversivi dell’estrema destra tuderte.
Il mio rifiuto è stato un atto di difesa della Costituzione contro l’ipocrisia di un centrodestra che condanna il 25 Aprile ma legittima l’apologia fascista.
Il voto del Consiglio Comunale di Todi di approvazione dell’Ordine del Giorno di intitolare una strada a Sergio Ramelli, su proposta di un consigliere legato a CasaPound, è un gesto di complicità istituzionale.
La figura di Sergio Ramelli, vittima della violenza politica negli Anni di Piombo, merita rispetto e condanna sia per i suoi carnefici che che per il clima culturale di quegli anni ed il mio rifiuto non è alla vittima, bensì alla sua strumentalizzazione ideologica.
La verità inconfessabile è che l’obiettivo finale di questa proposta è fare di Todi un nuovo luogo di pellegrinaggio neofascista in occasione dell’anniversario della morte di Ramelli, replicando i riti inaccettabili di Milano e Roma.
La natura dell’iniziativa è stata immediatamente smascherata sui social: la notizia dell’approvazione è stata accolta da una pioggia di commenti militanti con la sola e inequivocabile parola “PRESENTE!”.
Questo grido non è cordoglio, ma il rituale che si compie ogni anno ad Acca Larentia. L’aggravante è che la maggioranza di centrodestra di Todi ha dimostrato una doppia morale indecente:
– Nel 2018: la stessa Amministrazione non esitò a negare il patrocinio all’ANPI per le celebrazioni del 25 Aprile (Festa della Liberazione), in quanto considerata una festa “divisiva”.
– Nel 2025: approva all’unanimità un Ordine del Giorno che, di fatto, legittima un simbolo strumentalizzato da movimenti neofascisti, generando divisione e violazione dei principi democratici.
Questa è una follia istituzionale. Il centrodestra di Todi ha affermato che la Liberazione è divisiva, ma il fascismo camuffato è degno di onore.
L’estrema destra usa la memoria come un cavallo di Troia: iI fine ultimo della proposta è mascherare, attraverso la compassione per le vittime come Ramelli, il programma di movimenti di estrema destra.
È la stessa strategia usata per appropriarsi in modo strumentale del dramma delle Foibe e della figura di Norma Cossetto: non si cerca la verità storica, ma si tenta di creare una falsa “equivalenza morale” per normalizzare l’ideologia neofascista.
Todi non può cedere a questa manipolazione. Faccio un appello diretto e inequivocabile: i liberali, i moderati, i partiti e gli esponenti di centrodestra devono scegliere. Non c’è spazio per l’ambiguità: o si è dalla parte della Costituzione Antifascista o si è complici di chi vuole sovvertirla.
Liberatevi da questo ingombrante e disonorevole passato! Siate coerenti con i valori democratici e mettete fine a questa strumentalizzazione.
Per quanto mi riguarda chiederò la revoca immediata e incondizionata dell’Ordine del Giorno approvato. Todi non diventerà il santuario del neofascismo.








