Bella partecipazione il 30 novembre 2025 a Fratta Todina, al Convegno dedicato alla violenza economica, un fenomeno ancora poco riconosciuto ma sempre più diffuso, che colpisce soprattutto donne. L’iniziativa, promossa dal Comune di Fratta Todina, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, celebrata il 25 novembre, ha riunito alcune delle realtà più autorevoli del territorio in un dialogo costruttivo e multidisciplinare.
All’incontro sono intervenuti: Dott. Fausto Cardella, Presidente della Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’Usura ETS; Avv.ta Beatrice Chioccioni e il Dott. Maurizio Crespigni consulenti della Fondazione; Dott.ssa Miriam Sartini, Direttrice della Filiale di Perugia della Banca d’Italia; Notaia Mariarosaria Russo, Consiglio Notarile di Perugia; Avv.ta Maurita Lombardi, Presidente dell’associazione LIBERA..MENTE Donna; Avv.ta Margherita Scalamogna, consulente ADOC.
Il sindaco del Comune di Fratta Todina Gianluca Coata e la vicesindaca Vania Biscotti, hanno ricordato come la zona sociale 4, di cui il Comune fa parte, sia attiva in modo concreto nella prevenzione della Violenza contro le donne. Il 25 ottobre scorso è stato inaugurato lo Sportello antiviolenza a Marsciano che offre alle donne un accesso diretto e permette di trovare subito ascolto e supporto qualificato.
A coordinare gli interventi è stata l’assessora Alessia Albini, che ha evidenziato l’importanza della sinergia tra istituzioni ed enti competenti nel promuovere una cultura fondata su uguaglianza, equità e giustizia ed ha ricordato come l’unica strada davvero efficace sia l’educazione, a ogni livello: dalla scuola ai momenti di approfondimento pubblico, come questo convegno. Solo attraverso la diffusione dei diritti e della conoscenza, ha sottolineato, è possibile contrastare con fermezza quelle convinzioni pseudoscientifiche che attribuiscono alla violenza degli uomini sulle donne una presunta radice genetica, negando invece la sua natura culturale e sociale.
Albini ha ricordato l’importanza del linguaggio nella cultura e nella società, evidenziando la diffusione di un linguaggio violento che può normalizzare disuguaglianze e forme di abuso, inclusa la violenza economica. Le Istituzioni, ha spiegato, devono utilizzare un linguaggio di equità e accoglienza, promuovendo rispetto, inclusione e prevenzione della violenza.
Il Dott. Cardella ha presentato dati e testimonianze significative della Fondazione anti-usura, evidenziando quanto l’indebitamento possa esporre le persone più fragili e o persone in situazioni di rischio, ricatto e isolamento. Ha sottolineato il ruolo fondamentale della Fondazione nel sostenere chi si trova in condizioni di particolare vulnerabilità, offrendo strumenti concreti di aiuto e percorsi di recupero che rappresentano un vero presidio di tutela per i più deboli.
L’avvocata Chioccioni e il Dott. Crespigni hanno illustrato lo stato dell’arte della situazione delle donne indebitate e dei progetti su cui la Fondazione sta investendo con l’obiettivo di tutelare quante più soggetti fragili. In particolare il progetto “Sostegno Donna”, promosso dalla Fondazione e sostenuto da Regione Umbria e Consulta delle Fondazioni, offre contributi rimborsabili senza interessi alle donne in difficoltà economica, per prevenire il rischio di usura. Finanziato con 120.000 euro, nasce dall’esperienza sul campo che mostra come le donne siano spesso le più esposte a violenza e disagio economico. Il rimborso a rate agevolate crea un circolo virtuoso che permette di aiutare nuove beneficiarie. Obiettivo: favorire autonomia finanziaria, emancipazione e dignità femminile.
La Dott.ssa Sartini ha evidenziato come la Banca d’Italia, da anni, promuova con costanza l’educazione finanziaria, riconoscendola come uno strumento fondamentale per prevenire la violenza economica. Acquisire conoscenze e consapevolezza significa infatti poter esercitare pienamente i propri diritti, proteggere le proprie risorse e prendere decisioni autonome nella gestione del denaro. Statisticamente le donne fanno percorsi di studio in settori meno valorizzati economicamente, è quindi importante incentivare la loro presenza in percorsi di studio STEM generalmente meglio remunerati. In questo senso, l’educazione finanziaria non è solo uno strumento di gestione economica, ma diventa un mezzo concreto per garantire libertà, autonomia e pieno accesso ai propri diritti.
La Notaia Russo ha illustrato come atti patrimoniali, fidejussioni, comunioni e separazioni dei beni possano rappresentare strumenti fondamentali per tutelare le risorse personali e familiari. Ha evidenziato, però, che se non regolati con attenzione e consapevolezza, questi strumenti possono trasformarsi in leve di controllo economico, limitando l’autonomia e la libertà delle persone coinvolte. Conoscere le implicazioni legali e pratiche di tali strumenti diventa quindi essenziale per poterli utilizzare in modo sicuro e responsabile. Una corretta gestione degli atti patrimoniali, ha sottolineato, non serve solo a proteggere i beni, ma costituisce anche un mezzo concreto per prevenire forme di dipendenza o abuso economico, rafforzando l’autonomia e la sicurezza di ciascun individuo.
Molto partecipato l’intervento dell’avv.ta Lombardi, che ha portato l’esperienza diretta dei centri antiviolenza. Ha sottolineato come la forza di una rete territoriale integrata — che coinvolga centri antiviolenza, servizi sociali, istituzioni e professionisti locali — sia fondamentale per individuare tempestivamente situazioni di rischio e offrire alle vittime percorsi di sostegno concreti e personalizzati.
Questa collaborazione non è solo uno strumento operativo, ma un elemento chiave per prevenire e contrastare ogni forma di violenza, inclusa quella economica. Tale forma di violenza è riconosciuta a livello internazionale dall’Articolo 3 della Convenzione di Istanbul, che definisce la violenza contro le donne come fisica, sessuale, psicologica o economica e include anche la violenza domestica tra membri del nucleo familiare. In Italia, il quadro normativo è stato rafforzato dalla Sentenza n. 1268/2025 della Corte di Cassazione, secondo cui la violenza economica costituisce una forma specifica di maltrattamento familiare, integrando il delitto previsto dall’articolo 572 c.p. quando limita l’autonomia e l’indipendenza economica della vittima.
A completare il quadro, l’avv.ta Scalamogna (ADOC) ha offerto un focus sulla tutela dei consumatori con particolare attenzione alle donne. Ha sottolineato come fin da bambini le disuguaglianze nella percezione del giusto compenso siano spesso evidenti, con differenze anche nella paghetta con i ragazzi che ricevono più frequentemente importi regolari e più elevati rispetto alle ragazze.
Queste disparità economiche, ha spiegato l’avvocata, sono spesso il riflesso di sessismo benevolo: atteggiamenti apparentemente protettivi che però rinforzano stereotipi di genere e limitano fin dall’infanzia l’autonomia economica delle ragazze. Questo tipo di differenza precoce può influenzare la percezione del valore del denaro, la percezione della propria capacità di gestirlo e le scelte future di studio e carriera, aprendo la strada a situazioni di dipendenza economica in età adulta.
Il convegno ha rappresentato un momento di confronto concreto tra istituzioni, associazioni e cittadinanza, con l’obiettivo comune di costruire una rete più forte e capace di intercettare i segnali della violenza economica.








