La presentazione del volume-catalogo sabato 6 dicembre, alle ore 16:00, all'Auditorium di San Domenico: nelle 230 pagine oltre seimila volti e nomi dal 1920 al 1980 provenienti dall'archivio di un collezionista straordinario: Leo Emiri
copertina narni sui banchi di scuola

Una pellicola che corre veloce ripercorrendo quasi un secolo di scuola. Fotogrammi con ritratti migliaia di volti. E sottotitoli con oltre seimila nomi. Quelli della “Narni sui banchi di scuola”, un originalissimo volume-catalogo che verrà presentato sabato 6 dicembre, alle ore 16:00, nell’Auditorium dell’ex Chiesa di San Domenico a Narni.

Promosso dalla Fondazione – Istituto di Formazione Culturale S.Anna di Perugia ed edito da Morlacchi Editore, il libro è frutto di un lavoro a sei mani: Leo Emiri, Gilberto Santucci e Marcello Rinaldi, questi ultimi tuderti e non nuovi a lavori di ricerca storica in ambito scolastico.

La pubblicazione è però innanzitutto il frutto dello straordinario lavoro di un collezionista speciale, Leo Emiri, che ha ricercato ed archiviato per una vita intera decine e decine di migliaia di cartoline e di immagini d’epoca della sua Narni e non solo.

Una sezione speciale della sua collezione è dedicato alle scuole con un album che conta 1.242 immagini di classi, dagli asili agli istituti superiori. Un patrimonio immenso, tanto più perché corredato da migliaia di nomi di maestri, docenti, studenti e quanti altri vi sono ritratti. Una memoria di grande valore per la comunità locale e per quanti sono interessati ad indagare, studiare, capire, il mondo della scuola a partire dai primi del Novecento.

Da qui il progetto del volume-catalogo inserito nella “Collana Paideia – Scuola ed educazione in Umbria”, a coronare la missione che si è dato Leo Emiri, fin dall’età di otto anni, quando ha iniziato la sua collezione: quello di promuovere la conoscenza del proprio territorio e di dare voce alle foto mettendole a disposizione di tutta la comunità.

“La fotografia di classe – si legge nella sinossi – è divenuta nel tempo una sorta di rito al quale quasi tutti gli studenti hanno partecipato. In aula, di fronte all’ingresso delle scuole, nei cortili, nei laboratori, in palestra; consiste nello scattare una foto di gruppo degli studenti che frequentano una determinata classe ogni anno e offrire loro questa foto come souvenir. Negli anni questa tipologia d’immagine è divenuta anche un modello fotografico, attraverso il quale è possibile determinare anche atteggiamenti didattici e modalità pedagogiche delle varie scuole“.

“Ogni immagine racconta una storia e diventa un’importante fonte d’informazione (…). Con l’avanzare dei decenni la memoria di avvenimenti è sempre più associata alle loro immagini e attualmente si può affermare che la percezione degli eventi è inseparabile dalla loro immagine (…). Innumerevoli gli stimoli che la lettura e l’osservazione delle foto riprodotte nel volume dunque possono offrire: una maniera nuova e inedita di fare storia della scuola che si auspica possa diffondersi nel resto della regione”, appunta qua e là il professor Mario Tosti, docente emerito di storia moderna all’Università di Perugia, autore della prefazione e presidente del comitato scientifico del gruppo di ricerca regionale attivo ormai da tre anni e con una decina di pubblicazioni all’attivo.

“Tra i tanti elementi che emergono dallo spoglio del materiale – è scritto ancora nella sinossi – quello dell’organizzazione scolastica nelle campagne, una tappa fondamentale nel processo di alfabetizzazione e socializzazione delle figlie e dei figli dei contadini, altrimenti, destinati al lavoro agricolo fin dalla giovane età. Nello specifico, l’alfabetizzazione delle zone rurali narnesi ha rappresentato una chiave di svolta per far uscire dall’isolamento fisico e culturale tanti giovani, e allo stesso tempo una tappa politica, al fine di avvicinare la campagna alla città, attraverso la diffusione della conoscenza in zone rimaste completamente escluse dal sapere e da ogni processo socio educativo”.

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