La vicenda della ZES Unica (Zona Economica Speciale) rappresenta uno dei punti più bassi della pianificazione strategica della nostra città negli ultimi vent’anni.
La verità sulla ZES e sul dumping che minaccia le nostre imprese. Una vicenda cruciale per Todi che è passata in sordina, anzi, qualcuno ha tentato di silenziare con dichiarazioni fuorvianti e omissioni.
Mi riferisco, in particolare, alle dichiarazioni del Vice Sindaco Ranchicchio, di plauso al Governo Meloni (ma evidentemente non sapeva di cosa parlasse o era in malafede); mi riferisco al silenzio dell’Amministrazione tuderte quando la Giunta Tesei ci escludeva dalla ZES.
Ora se ne torna a parlare in quanto la Giunta Proietti ha deciso di mettere mano a questa situazione: è quindi tempo di guardare in faccia la realtà.
La vicenda della ZES Unica (Zona Economica Speciale) rappresenta uno dei punti più bassi della pianificazione strategica della nostra città negli ultimi vent’anni.
Un misto di miopia politica, silenzio colpevole e propaganda fuori luogo che rischia di costare carissimo al tessuto produttivo tuderte.
L’AUTOGOL DELL’ESTATE 2025
Tutti ricordiamo le dichiarazioni trionfali di agosto 2025, quando il Vicesindaco Claudio Ranchicchio dichiarava alla stampa: “L’Umbria ringrazia il Governo Meloni per l’estensione della ZES.”: ma di cosa stava parlando? Aveva letto le carte o stava semplicemente recitando un copione di partito?
Perché mentre l’Amministrazione festeggiava, Todi veniva ufficialmente tagliata fuori dall’unico beneficio che conta davvero: il Credito d’Imposta sugli investimenti.
I FATTI: UN’ISOLA DI SVANTAGGIO
La verità tecnica è impietosa. La mappa degli aiuti di stato (art. 107.3.c), recepita dal Governo, crea una discriminazione odiosa:
•Un’azienda che investe a Marsciano, Collazzone o Deruta ottiene un credito d’imposta fino al 35%.
•Un’azienda che investe a Massa Martana o Gualdo Cattaneo ottiene lo stesso sconto fiscale.
•Un’azienda che investe a Todi ottiene ZERO.
Siamo circondati.
Todi è diventata un “buco nero” agevolativo al centro della Media Valle del Tevere. Questo non è solo un mancato guadagno: è dumping territoriale.
I nostri capannoni industriali di Pantalla e Ponterio varranno automaticamente meno di quelli situati a 5 km di distanza, appena oltre il confine comunale.
Chi verrebbe mai ad aprire una fabbrica qui, potendo avere un terzo dell’investimento pagato dallo Stato facendo pochi chilometri in più?
IL SILENZIO SULLA GIUNTA TESEI
Ma la responsabilità ha nomi e cognomi precisi e risale al biennio 2021-2022. È stata la Giunta Regionale Tesei a disegnare questa mappa, decidendo chirurgicamente quali territori salvare e quali sacrificare per rientrare nei parametri UE.
In quel momento cruciale, dov’era il Sindaco Ruggiano?
Perché l’Amministrazione Comunale, politicamente “amica” della Regione, non ha alzato la voce? Hanno accettato in silenzio che Todi venisse esclusa dalle aree strategiche, pur di non disturbare i manovratori a Perugia. Una sudditanza politica che oggi pagano le nostre imprese.
TANTA PROPAGANDA, NESSUN DIBATTITO
La beffa è resa ancora più amara dallo stile comunicativo di questa Giunta.
Siamo sommersi quotidianamente da comunicati su inaugurazioni di marciapiedi, tagli del nastro per eventi minori e celebrazioni dell’ordinaria amministrazione.
Eppure, su un tema che decide la vita o la morte economica del territorio per i prossimi dieci anni, non c’è stato nessun dibattito pubblico.
Nessun Consiglio Comunale aperto, nessun incontro con le associazioni di categoria per avvertire del pericolo, nessuna condivisione con la città. Hanno preferito nascondere la polvere sotto il tappeto, sperando che nessuno notasse la differenza tra avere solo la “burocrazia veloce” (l’unica cosa che ci hanno lasciato) e avere i fondi veri.
CONCLUSIONI
Hanno provato a venderci una sconfitta strategica come una vittoria politica.
Oggi Todi si trova con la corsia preferenziale (semplificazione amministrativa) ma senza la benzina (incentivi fiscali), mentre i comuni vicini corrono a doppia velocità.
Allora, cara Amministrazione, smetti di ringraziare il Governo per le briciole e cerca di spiegare agli imprenditori tuderti, carte alla mano, come intendi rimediare a questo disastro competitivo che hai avallato con il tuo silenzio.
Va bene, ma poi riusciamo a far passare a Todi la Fiamma Olimpica. Siamo a posto!








