La storia della città di Todi è stata sempre legata ad eventi quali crolli, dilamazioni, frane, che hanno segnato in maniera indelebile il tessuto urbano. Uno tra i luoghi in cui tale azione distruttiva è ancora oggi evidente è quello della Valle, dove è adagiato il bastione cinquecentesco della “Portaccia”.
Il nuovo libro di Maurizio Todini, il terzo della serie Strumenti edito da Todi Sotterranea, affronta con una documentazione imponente il tema dei tentativi fatti per evitare che la porta scivolasse in basso portando con se parte della cinta muraria. Così si comprende anche il sottotitolo che l’autore ha voluto mettere al volume: “Storia di un cantiere infinito”.
La presentazione si terrà sabato 20 dicembre, alle ore 17:30, presso la Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali.
La documentazione parte dal XIII secolo sino a giungere e fermarsi al 1898 con l’aggiunta di una appendice in cui il lettore troverà, quasi tutte integralmente trascritte, le Perizie compilate dai moltissimi architetti ed ingegneri che si impegnarono nelle progettazioni, a partire dall’architetto Carlo Murena nel 1760 sino ad arrivare all’ingegnere Anselmo Petrini nel 1862.
Lo studio si allarga anche alla parte delle mura confinanti con la Porta, quel tratto di mura ancora oggi impropriamente chiamato dai tuderti “muro etrusco”, che costruito dai romani nella metà del I sec. a. C. ha retto magnificamente al passare del tempo sostenendo e salvando il quartiere della Valle Bassa.
- Redazione
- 13 Dicembre 2025








