I consigli per degli acquisti consapevoli da parte del comitato difesa consumatori, che prevede una spesa media di 150 euro a persona
saldi

L’anno nuovo si apre con un appuntamento molto importante e molto interessante dal punto di vista della crescita dell’economia, in quanto oggi, 3 gennaio 2026 partono i saldi invernali, evento atteso dai consumatori in quanto consente loro di fare acquisti a prezzi vantaggiosi.

Il prof. Pietro Vitelli, responsabile del Sodalizio denominato Comitato Difesa Consumatori, azzarda una previsione, prevedendo una media di spesa pro-capite di circa 150 euro durante i saldi invernali di quest’anno.

Un’occasione importante sia per i consumatori che per i commercianti e soprattutto, utile e vantaggiosa per continuare il trend già in corso nel rilancio dei consumi, atteso che i saldi ormai rappresentano una tradizione commerciale capace di coinvolgere l’interesse di migliaia di famiglie, alla ricerca dell’affare senza però sottovalutare l’aspetto che, in questo particolare periodo dell’anno, sul nostro territorio sono presenti un elevato numero di stranieri amanti dello shopping “made in Italy”.

E cosi, come negli anni passati anche quest’anno è d’obbligo rammentare lo slogan del Comitato Difesa Consumatori, ossia fare valere la “tripla ‘E’.

Economia: per consentire acquisti responsabili e consapevoli, con un buon rapporto qualità-prezzo.

Ecologia: per favorire gli acquisti nei negozi di prossimità e ridurre l’impatto ambientale del commercio online.

Etica: per promuovere una moda rispettosa della salute dei consumatori e delle condizioni di lavoro.

I consumatori, spiega il prof. Pietro Vitelli, sanno bene che i saldi si praticano stagionalmente, in due diversi periodi dell’anno (di solito gennaio per i saldi invernali e luglio per i saldi estivi), hanno un periodo di tempo prestabilito anche perché devono essere limitati solo ed esclusivamente alla vendita della merce della stagione in corso. Attenzione però: per fare acquisti davvero convenienti senza farsi prendere dalla frenesia del momento basta seguire solo alcune semplici regole che possono farci evitare brutte sorprese. È compito dei sodalizi di tutela dei diritti quale appunto è il Comitato Difesa Consumatori, che per l’occorrenza ha canonizzato una lista di alcune importanti regole da seguire, affinché gli acquisti vengano effettuati in modo sicuro e trasparente, atteso che molte volte i commercianti mettono in vendita capi delle collezione di abbigliamento degli anni precedenti rimasti invenduti nei loro magazzini.

I canoni di acquisto che ogni consumatoe dovrà tenere ben presente consistono in:

– Cambi. Controllare che i capi siano in buone condizioni: se il difetto viene fuori dopo l’acquisto, potrai chiedere la risoluzione del contratto e il negoziante deve restituirti l’importo pagato oppure ridurre il prezzo.

– Ricordarsi sempre di conservare lo scontrino.

Un’altra cosa importante è la prova del capo poiché il cambio è a discrezione del commerciante e bisogna chiedere prima di effettuare l’acquisto se è previsto e quanti giorni si hanno a disposizione per farlo a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 130 e ss. d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato.

Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Che per ciò è importante sempre di conservare lo scontrino.

– Prova dei capi. Un’altra cosa importante è la prova del capo, poiché il cambio è a discrezione del commerciante e bisogna chiedere prima di effettuare l’acquisto se è previsto e quanti giorni si hanno a disposizione per farlo

Prima di effettuare la prova vanno disinfettate le mani e, durante la prova dei prodotti, va sempre indossata la mascherina anche nei camerini.

– Pagamenti. Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e, in ogni caso, vanno favorite modalità di pagamento elettroniche. “Attenzione – raccomanda Pietro Vitelli – ai pagamenti effettuati con la carta revolving, perché i tassi applicati possono superare il 20%. Questo strumento di pagamento può essere conveniente nel solo caso di rimborso del capitale in tempi brevissimi, vale a dire pochi mesi. Infine, per evitare confusione e acquisti non desiderati, la merce venduta in saldo deve essere esposta separatamente da quella non scontata: fai una denuncia alla polizia municipale se questa regola non viene rispettata”.

“Evitiamo – conclude Vitelli – di acquistare i capi d’abbigliamento che non abbiano le due etichette (quella di composizione e quella di manutenzione), per evitare di danneggiarli nella pulitura a secco o in quella ad acqua fatta a casa. Facciamo attenzione che la merce in saldo sia quella stagionale: la legge prevede, infatti, che i saldi non riguardino tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale e articoli cosiddetti di “moda”, cioè quelli che hanno probabilità di deprezzarsi se non vengono venduti durante la stagione”.

Importante ricordarsi che i prezzi esposti vincolano il venditore: se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, bisogna farlo notare al negoziante e, in caso di problemi, può intervenire la polizia municipale.

La garanzia vale sempre per 2 anni dall’acquisto, quindi attenzione agli scontrini di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese: fotocopiali per poterli esibire al momento opportuno.

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