Nel Consiglio Comunale del 30 dicembre la maggioranza ha approvato il bilancio preventivo 2026–2028, ultimo vero atto di programmazione della Giunta Ruggiano. Un bilancio che certifica, finalmente, il fallimento di una lunga stagione, lasciando aperti seri interrogativi sulle scelte compiute.

A fronte dei rilievi mossi dal Gruppo Consiliare del Partito Democratico sul Piano triennale delle opere pubbliche – riguardo, segnatamente, all’esaurimento degli investimenti in questo settore nel biennio 2027-2028 – il Sindaco Ruggiano ha fieramente rivendicato la scelta, dichiaratamente politica, di non lasciare lavori programmati e finanziati alla prossima amministrazione. Come se i lavori pubblici rispondessero al tornaconto degli amministratori pro-tempore e non ad una logica di utilità per il bene comune.

Una concezione padronale delle istituzioni preoccupante (alla “Marchese del Grillo”) tipica della destra tuderte che è emersa platealmente nella discussione anche quando il Sindaco ha difesa la scelta di buttare al vento più di 4 milioni di Euro per i nuovi (disfunzionali) ascensori di Via Termoli e di destinare oltre 3milioni di Euro (con tanto di mutuo trentennale) alla nuova scuola di Colvalenza, in un contesto segnato da un evidente calo demografico 

Ancora più preoccupanti, poi, sono le basi finanziarie del bilancio. Per il triennio 2026–2028, infatti, il Comune prevede entrate da sanzioni al Codice della Strada pari a 690.000 Euro l’anno, trasformando di fatto le multe, entrate straordinarie, in una voce strutturale atta a garantire l’equilibrio di bilancio. Una scelta rischiosa e vessatoria  che scarica sui cittadini il peso della tenuta dei conti. 

Sul fronte fiscale, invece, la Giunta ha rivendicato una riduzione dell’addizionale comunale IRPEF pari a circa 25.000 euro complessivi (1,7% del gettito stimato). Ne consegue che il beneficio reale per la platea di chi è soggetto all’addizionale comunale IRPEF  risulta estremamente contenuto, nell’ordine di pochi euro l’anno, senza alcun impatto significativo sul potere d’acquisto delle famiglie.

Il bilancio triennale approvato appare, dunque, privo di una visione per il medio periodo: nessuna politica di sviluppo, nessuna scelta strutturale, ma solo l’obiettivo di chiudere il decennio ruggianiano rinviando problemi e criticità alla prossima amministrazione, che dovrà affrontare i nodi irrisolti di una città in pieno declino demografico, socio-economico e produttivo.

Per queste ragioni il Partito Democratico ha votato contro un atto di pura gestione difensiva, privo di ambizione e di responsabilità verso il futuro di Todi. La città ha bisogno di scelte vere, trasparenti e fondate su una visione di lungo periodo, non di un bilancio di fine corsa costruito per galleggiare ed arrivare alla fine del mandato, garantendo “poltrone” ed appetiti partitici.

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