Il Consiglio comunale di Marsciano ha approvato a maggioranza una mozione che impegna sindaco e giunta a farsi promotori di iniziative contro il commissariamento della Regione Umbria sul piano di dimensionamento scolastico.
La Regione e l’assessore Barcaioli hanno scelto responsabilità e trasparenza: razionalizzare non significa tagliare indiscriminatamente, soprattutto in un territorio montano e diffuso come il nostro, dove la scuola è un presidio essenziale di comunità.
Dire che “oggi non chiude nessun istituto” è fuorviante: la perdita di autonomie scolastiche indebolisce i servizi e può aprire la strada, nel breve periodo, a chiusure e accorpamenti sempre più pesanti, allontanando decisioni e risposte dai territori.
Di fronte al calo demografico, la risposta non può essere solo ridurre strutture e presìdi. Ripensare la scuola significa investire sulla qualità: meno studenti per classe, come richiesto dalla proposta di legge di iniziativa popolare presentata in parlamento da AVS “Non più di 20 per classe”, più attenzione educativa, maggiore inclusione e migliori condizioni di apprendimento.
Il testo è stato approvato dalla maggioranza, mentre le opposizioni hanno votato contro, dichiarando apertamente una contrarietà di natura ideologica e limitandosi a difendere la posizione del Governo, senza entrare nel merito di una questione che riguarda direttamente scuole, famiglie e territori e senza motivare le ragioni della loro contrarietà.
Colpisce anche l’assenza delle consigliere di opposizione, ex sindaca Mele in testa: banchi semideserti su un tema che rappresentava di fatto l’unico vero atto politico all’ordine del giorno. Un’assenza che pesa, soprattutto quando si parla del futuro della scuola pubblica.
Marsciano fa la sua parte: meno slogan, più responsabilità. Difendere la scuola pubblica significa difendere prossimità, equità e futuro per le nostre comunità.








