Domenica 15 febbraio 2026, alle 20,00, presso la sala parrocchiale della Chiesa del Crocefisso, un incontro per concretizzare una prima iniziativa con l’Associazione delle Famiglie dei difensori caduti di Ivano-Frankisv’k
MIssione Ucraina

Resterà pur sempre “una goccia nell’oceano” come amava dire Madre Teresa di Calcutta, ma un primo, piccolo effetto la “Missione Ucraina”, conclusasi poche settimane fa, lo sta avendo. Si terrà, infatti, domenica 15 febbraio 2026, alle 20,00, presso la sala parrocchiale della Chiesa del Crocefisso a Todi un incontro per concretizzare un primo progetto con l’“Associazione delle Famiglie dei difensori caduti di Ivano-Frankisv’k” che raccoglie mogli, figli, madri, padri, familiari di cittadini ucraini morti a causa della guerra. Molto spesso cittadini “normali”, non militari di professione, che si sono arruolati per difendere la propria Nazione.

In una fase della guerra dove giornalmente assistiamo a dichiarazioni di chicchessia su cosa sia giusto fare, secondo “noi”, per porre fine a questa aggressione, molto spesso intendendo che gli ucraini debbano arrendersi, quella di domenica è una rara, se non unica, occasione per “vedere”, a Todi, da vicino, gli effetti di questa guerra che dura da quattro anni, e per sentire dalla viva voce di Halyna e Vira, chiedere cosa pensano “loro” sia giusto fare.

L’incontro prevede anche una cena conviviale di beneficenza a favore dell’associazione stessa. Dal luglio 2025, Halyna Batyuk è a capo dell’Associazione, da lei fondata, esattamente tre anni fa, proprio il 15 febbraio 2023 insieme a Tetyana Markina, Zhenya Khodak e Olenka Andriyechko-Rudenok.
Halyna ha perso suo marito Sergey, ingegnere, il 28 giugno del 2022 a pochi mesi dall’invasione su larga scale dell’Ucraina da parte della Russia. Sergey come padre di tre bambini avrebbe avuto diritto di essere esentato dal servizio militare e anzi, avrebbe potuto anche lasciare il territorio ucraino. Invece ha scelto di arruolarsi volontario per difendere la sua terra dal nemico di sempre, dal nemico che voleva togliere il futuro ai propri figli.

Vira Sobol, invece, ha perso il proprio Yaroslav, operatore radiotelevisivo, nel novembre 2022 e ogni giorno condivide, con i suoi due figli, la duplice tragedia di non sapere ancora dove è il corpo di suo marito, di non ha un luogo su cui piangere.
La nostra Associazione ogni giorno si “arricchisce” di nuovi associati – madri, mogli, padri, figli, intere famiglie – paralizzati dalla perdita di un difensore dell’Ucraina ucciso, di un Eroe” sottolinea Halyna. “Ci occupiamo di eventi, incontri, viaggi, supporti psicologici: sono tutte opportunità per le persone di uscire da uno stato di costante tristezza e depressione. Le nostre donne – madri, mogli, figlie -, i nostri uomini – padri, fratelli – cercano di sostenere le persone dopo la terribile notizia, perché loro l’hanno provata, l’hanno vissuta e sanno quanto sia dura. Nessuno conosce perfettamente il dolore di una persona. Perché un dito fa più male a chi se lo taglia, non a chi vede il taglio!
È necessario farlo, perché in realtà siamo migliaia in città, centinaia di migliaia in Ucraina, ad aver perso la felicità. Ma la salvezza non può venire solo da chi lo sa per esperienza personale: se scopri che una persona a te cara ha perso la speranza di incontrare la persona amata, scopri se c’è qualcuno nelle vicinanze e, nel caso, offriti di aiutarla con le necessità di base, aiutala con il bambino, cucina o porta del cibo perché, di solito, la famiglia viene lasciata sola.
Da tempo avevamo bisogno di un servizio di assistenza che si prendesse cura di ogni famiglia, in modo che qualcuno potesse semplicemente chiedere “Come stai?” E ora milioni di persone hanno l’opportunità di sostenere le famiglie dei morti, dei dispersi, dei prigionieri e di tutti coloro a cui i veterani sono tornati, questo è davvero importante.”

Per prenotarsi: Giovanni 335 6097225 – Tetiana 327 7325185

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