Dopo 25 anni di lavoro svolto per il Comune di Marsciano, dal 1 febbraio 2026 ho preso servizio
come agente di polizia locale del Comune di Montecastello di Vibio. Un cambiamento professionale
che si è realizzato, dal punto di vista formale, attraverso una richiesta di comando del Comune di
Montecastello di Vibio, cui ha fatto seguito l’accettazione da parte di quello di Marsciano, che ha
quindi avallato il trasferimento (che formalmente è un’assegnazione temporanea). Un nuovo percorso
professionale e di vita, quello che ho appena iniziato, che però ha alla base motivazioni e ragioni che
mi hanno portato a non poter più sostenere, sia a livello lavorativo che umano, l’attività a cui ero stato
relegato. O meglio, che mi sono trovato a svolgere a partire dal 1 ottobre 2025. Quella è infatti la data
che ha formalmente ‘disegnato’ le mie nuove giornate lavorative. Nuove, perché nei miei turni
quotidiani di lavoro, da quel momento, non mi è stato più assegnato praticamente nessuno dei servizi
che ormai faceva parte delle mie attività e che erano il frutto di anni di esperienza e crescita
professionale. Le mie mansioni non erano solo cambiate, ma erano praticamente sparite. Nessuna
assegnazione sul programma Maggioli (software per la Pubblica Amministrazione). Quindi niente
relazioni ordinarie, ordinanze di viabilità o atti relativi alle occupazioni di suolo pubblico, rilascio dei
nulla osta per gare e lavori. Niente più servizi da svolgere durante il mercato cittadino del lunedì,
neanche quelli per le attività commerciali o quelli relativi alle pratiche delle contravvenzioni. Il mio
compito, da quella data, è diventato solo quello del controllo soste e parcometri. Sono praticamente
tornato indietro al 1997, quando appena entrato in servizio con un contratto a tempo determinato,
avevo iniziato a svolgere questa professione, che per me era nuova. Dopo quella parentesi, a distanza
di poco più di 4 anni, è arrivato il concorso e la relativa entrata definitiva in servizio. Da lì è iniziato
il mio ‘quarto di secolo’ al servizio del Comune in cui vivo da quando sono nato. Un percorso chiuso
di fatto il 31 gennaio scorso, ma maturato (o forse ‘costruito’ nei miei confronti) qualche mese prima,
manifestatosi attraverso quello che è a tutti gli effetti stato un demansionamento, formalizzato di volta
in volta con degli ordini di servizio settimanali nei quali non trovavo più nulla di quello che avevo
sempre fatto. Un passo indietro, dal punto di vista professionale, iniziato con l’entrata in carica del
nuovo comandante. Nessuno mi ha mai comunicato di persona che ci sarebbero stati dei cambiamenti
nella mia attività giornaliera, né preventivamente né successivamente, magari per fornirmi qualche
spiegazione. Anzi, dal mio armadietto sono spariti pure i faldoni relativi alle pratiche della precedente
attività. Una situazione che a quel punto ho sentito il dovere (ma credo fosse soprattutto un mio diritto)
di far presente all’amministrazione comunale, che posso tranquillamente dire essere stata
completamente ‘sorda’ alle mie rimostranze. E questa totale inerzia nei miei confronti è irriverente
anche alla luce di quello che posso dire di aver fatto, in passato, dando una disponibilità che è andata
anche al di fuori del mio orario di lavoro. Penso, tra gli altri, ad una telefonata del sindaco arrivata
sul mio cellulare personale intorno alla mezzanotte, in cui mi si chiedeva di intervenire per
un’emergenza relativa alla notifica di un trattamento sanitario urgente. Penso ai tanti sopralluoghi per
la riorganizzazione del mercato del lunedi o per quello di Castiglione della Valle, congiuntamente al
vice-sindaco, per i quali ho rinunciato al mio tempo libero, essendo fuori servizio. Di contro mi sono
invece visto negare, ad esempio, alcune richieste di ferie, perché nel frattempo era stato disposto che
il numero massimo ‘tollerabile’ di dipendenti in astensione dal lavoro non poteva essere superiore a
4. L’ultima richiesta in tal senso, ovviamente respinta, è stata quella che ho presentato per il periodo
dal 2 al 10 gennaio; intervallo di tempo in cui in realtà il superamento dei 4 dipendenti assenti si
sarebbe verificato solo per 2 giorni. Ma non è finita qui. Durante il periodo di malattia, di cui ho
usufruito per alcuni giorni lo scorso gennaio, ho ricevuto la visita fiscale disposta dal Comune. Un
atto formalmente lecito e legittimo, che mi piacerebbe sapere se, dall’altro lato, viene ritenuto
altrettanto corretto dal punto di vista umano e morale, proprio alla luce del mio lungo percorso
professionale al servizio di questo Comune. Percorso che si conclude al momento qui. Da oggi penso
al mio nuovo incarico, per il quale ringrazio sin da ora il Comune di Montecastello di Vibio. Mi è
stata data un’opportunità professionale che sento di dover ripagare conil massimo impegno al servizio
di una nuova comunità.

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