Nell’ambito del quadro di spesa di cui alla legge speciale n. 545 del dicembre 1987 l’impresa mandataria Todini Costruzioni Generali di Roma del raggruppamento di imprese concessionario ha presentato alla Regione Umbria il nuovo progetto e quadro economico dei lavori di consolidamento del Colle di Todi. Con l’attento e competente supporto e coordinamento del Direttore regionale Ing. Luciano Tortoioli, la Giunta regionale (Presidente Mandarini II) lo ha approvato per l’importo complessivo di 65 mld di lire stanziati dalla legge. Dopo la complessa progettazione redatta dalla S.O.T. s.r.l. i lavori hanno riguardato il completamento del sistema drenante del pendio Cerquette, il completamento dei nuovi collettori fognali  esterni alle mura di cinta e la nuova rete fognaria interna al centro  storico  in vari stralci nonché l‘intera nuova rete idrica interna ed esterna al centro storico, le cui perdite costituivano una delle cause dei dissesti. I lavori hanno riguardato anche tutti i sottoservizi del centro storico relativi alle nuove reti dell’Enel compresa la pubblica illuminazione e della Sip, nonché alla metanizzazione dell’intero centro da parte di Italgas, trasferendo tutte le precedenti linee aeree sotto le nuove pavimentazioni, anche per valorizzare la qualità del patrimonio edilizio del Centro storico di Todi, uno tra i più belli d’Italia. Dopo la rimozione della preesistente pavimentazione in pietre di nasso rifatta all’anno 1963 (Sindaco Antonini III). Gli interventi sono anche consistiti nel monitoraggio e ripristino dei cunicoli del centro storico che drenano i due paleoimpluvi sui versanti nord-ovest e nord-est, nella sistemazione dei tracaselli (spazi ristretti tra le case), della strada di circonvallazione e  della rete geodetica (o rete di rilevamento).

Gli interventi sui fossi e le pendici del Colle di Todi sono consistiti nella sistemazione del tronco intermedio del fosso del Mattatoio  e del tronco finale e pozzi drenanti del fosso di San Raffaele, nella regimazione delle acque della zona di Porta Aurea, nell’esecuzione dei pozzi drenanti di grande diametro nel pendio delle Cerquette, nella sistemazione dei bacini e dei fossi di San Gervaso e dei Cappuccini nord-est e sud-est per realizzare i collettori fognali che conducono le acque reflue degli insediamenti delle località di Cappuccini e Cascianella alta al depuratore. Un secondo gruppo di interventi ha riguardato i bacini dei fossi del Cimitero vecchio, della Casella e della Focaccia attesa la vastità dei dissesti  che minacciavano lo stesso cimitero e la viabilità d’accesso al Colle da nord e data la profondità di erosione delle acque. Per il bacino della Focaccia, adiacente a quello delle Lucrezie, l’intervento è servito per dare completezza e non rischiare di compromettere quelli attuati sul versante nord del Colle. Per evitare di mettere in pericolo la strada da Porta Perugina a Porta Orvietana, sottostante lo sperone del c.d. “Nido dell’Aquila” è stata sistemata la parte del pendio interessata da un dissesto a valle del tronco di strada. Presso la porta Orvietana o porta della Valle detta anche Portaccia negli anni 1948-1949 e ss. (Sindaci G. Quadri (’46-’52) e V. Antonini I e II (’52-’60) era stato iniziato e portato avanti il poderoso muro di cinta che è proseguito fino alla curva delle Cerquette per frenare gli scivolamenti a valle del pendio soprastante. Un terzo gruppo di interventi ha interessato appunto il bacino del fosso della Cascianella che riceve tutte le acque del nuovo quartiere sui crinali, con la sistemazione dell’alveo e del pendio che risultava necessaria per la realizzazione dei collettori di adduzione all’impianto di depurazione, oltre al movimento franoso riattivatosi nel bacino stesso. Un quarto gruppo ha riguardato gli interventi sui bacini dei fossi di Montesanto ed affluenti e dei fossi delle Loggette e delle Coste per i lavori di sistemazione degli alvei e il rimodellamento della parte sommitale del bacino di Montesanto. Tali interventi sono stati eseguiti al fine di eliminare l’erosione e le infiltrazioni di acqua meteorica e di completare la sistemazione del versante sud del Colle alla cui sommità si trovano la chiesa della Consolazione e l’unica area d’espansione dell’abitato in prossimità del centro storico. Un quarto gruppo-bis ha ricompreso i bacini dei fossi Picchierato, di San Giacomo e Sorriva anche se questi bacini non comprendevano alcuna porzione del centro storico o dei nuovi quartieri di espansione. Infine gli interventi hanno riguardato la sistemazione dei terreni della zona sud-ovest relativi al bacino di Montesanto con i fossi di Montesanto e affluenti, Consolazione, Fornace e Palombato.

L’intervento di rifacimento delle pavimentazioni stradali del Centro storico ha avuto inizio alla metà di settembre 1990 (Sindaco Buconi II da maggio’90) ed é stato iniziato dal quartiere di Borgo e proseguito in  tutto il centro storico per la durata di circa 4 anni. I lavori di ripavimentazione delle piazze sono stati effettuati con lastricato a basoli di pietra serena (una pietra grigia e di pregio tipica della Toscana) lavorati a subbia sulla faccia e a scalpello negli assetti come nelle norme d’arte posti in opera con malta oppure a secco su un letto di sabbia di cm. 10. L’intervento ha riguardato la piazza del Popolo (già Piazza Vittorio Emanuele II, figlio di C. Alberto  di Savoia e ultimo Re di Sardegna, nonché primo Re d’Italia dal 1861, ricordato anche con la denominazione di “Re galantuomo”) al disotto della quale sta il lastricato in travertino del Foro romano (da cui il nome della città romana di Tuder) di estensione sicuramente maggiore e che era stato riportato alla luce in parte dai saggi di scavo della Soprintendenza Archeologica di Roma durante la ripavimentazione del 1963 (Sindaco V. Antonini III-’60-’65). L’attuale pavimentazione della Piazza è stata realizzata con progetto dettagliato a parte concordato con la Soprintendenza Archeologica per l’Umbria e ha riguardato anche l’attigua piazza Garibaldi con al centro il monumento all’eroe dei due mondi, opera dello scultore perugino G. Frenguelli e inaugurato a fine agosto 1890, essendo stata molto viva a Todi la tradizione garibaldina. Todi, dopo il periodo di libero comune, aveva fatto parte a lungo dello Stato Pontificio o Stato della Chiesa che era una  Monarchia assoluta con Il Papa che svolgeva sia la funzione di Sommo Pontefice che quella di Re il quale gestiva sia i suoi territori che i suoi sudditi e che è durato circa 11 secoli fino all’anno 1870. Dopo l’insurrezione di Perugia del 20 giugno 1859 il giorno 16 settembre 1860 anche a Todi il conte G. Dominici era entrato nel Palazzo del Governatore (ora dei Priori) facendosi restituire il potere da parte dell’alto funzionario della Santa Sede senza alcuna resistenza. L’allora Giunta municipale, legata al dominio papale, non volle però riconoscere il nuovo Governo e si dimise, mentre restò al suo posto il Segretario capo del Comune notaio Innocenzo Mariani. Dopo solo 6 giorni venne insediata la prima Commissione municipale todina, con G. Dominici eletto primo Sindaco del Comune. Lo Stato Pontificio cessò poi di esercitare il potere temporale (ben distinto dal potere spirituale) in maniera definitiva nel settembre 1870 con la breccia di porta Pia e la presa di Roma.

Analoghi lavori sono stati eseguiti per piazza Jacopone, piazza Umberto I, sagrato di San Fortunato e piazza San Quirico. La ripavimentazione è stata effettuata anche in piazza delle Lucrezie, piazza del Montarone, largo del Bastione vicino a Porta Perugina, largo di S. Angelo, piazza S. Andrea, piazzetta Rubea, piazza B. D’Alviano, piazzetta di Misericordia, piazza di Marte vicina a Porta Marzia e piazza di San Filippo e Giacomo. Ulteriori lavori di pavimentazione hanno interessato piazza del Mercato vecchio antistante i c.d. Nicchioni romani con progetto a parte concordato con la Soprintendenza, la porta via della Storta e il sagrato della Chiesa di S.M. in Cammucia vicina a Porta Aurea e più in basso anche a Porta Fratta o Amerina. Il rifacimento delle pavimentazioni stradali ha riguardato anche il mantenimento e ripristino dei marciapiedi sulle vie principali e di maggior traffico veicolare come via Ciuffelli, via Matteotti e via di Borgo Nuovo almeno nei tratti che li permettevano e dovendo comunque rispettare gli obblighi di abbattimento delle barriere architettoniche. I lavori hanno riguardato anche gli incroci di molte vie e in particolare l’incrocio di via dello Sdrucciolo, quello di corso Cavour con via San Benedetto, quello di via Roma con vicolo S. Silvestro e i tre incroci di via G. Matteotti con via Roma e via di Mezzo Muro vicino a Porta Catena, con il vicolo dei Bolognini e via Porta nuova e infine con via Anfiteatro Antico. La ripavimentazione ha interessato in prossimità di Porta Romana anche il foro Ulpio Traiano con l’attuale piazza della nuova chiesa di San Nicolò sorta nel 1093 sulle rovine della cavea dell’anfiteatro romano e con l’antistante piazzetta di San Filippo Benizi  a testimonianza di come la città medioevale e moderna si sia sviluppata utilizzando le fondamenta del passato romano. Per le ripavimentazioni meno estese sono stati utilizzati anche altri materiali come l’acciottolato e il mattonato e tutte sono state precedute dalla posa in opera dei pozzetti previsti per i sottoservizi nei vari quadranti.

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