Dopo il Consiglio Comunale dello scorso 27 febbraio, come forze di maggioranza del Comune di Marsciano sentiamo la necessità di precisare alcuni punti in merito alla mozione “Stato dei servizi per la disabilità nella Zona Sociale n. 4- criticità finanziarie del servizio di accompagnamento sociale e attuazione della riforma Progetto di vita” presentata dall’opposizione.

Per prima cosa vogliamo far notare come la mozione fosse confusa, raffazzonata nel dispositivo e, a nostro giudizio, utilizzata strumentalmente per lanciare allarmismo privo di basi.

Per prima cosa ribadiamo con nettezza che, pur in assenza dei fondi PRINA che il governo nazionale di destra non ha ancora erogato per l’annualità 2025, il Comune di Marsciano, contrariamente a quanto ventilato dai consiglieri di opposizione, ha garantito il servizio di trasporto assistito sociale con fondi propri. Questo è il fatto: nessuna compartecipazione, nessuna riduzione del servizio, niente di niente.

Ci preme inoltre sottolineare come l’attenzione alla disabilità sia da sempre stata al centro dell’azione di questa Amministrazione, con serietà, visione e competenza. Cosa dire infatti del progetto Co-Housing, che siamo riusciti a recuperare in tempo ristretto, dopo che la scorsa amministrazione di Destra aveva rifiutato i fondi (715.000 euro) perché come detto dalla Ex Assessora Taglia “è più la spesa che l’impresa”.

Non vogliamo sottolineare le numerose inesattezze tecniche dette in sede di discussione e scritte nel dispositivo della mozione perché già ampiamente messe in risalto dalle Assessore Montagnoli e Tomassoni.

Vogliamo sottolineare un punto politico fondamentale: alla proposta del Sindaco di non votare l’atto e di rimandarlo ad un approfondimento ulteriore, per non fare di un argomento così delicato e importante un mezzo per una mera strumentalizzazione di carattere politicistico, la destra marscianese, e il consigliere Ranieri ha deciso di proseguire lo stesso chiedendo di votare un dispositivo palesemente incorretto, inutile e mal scritto dimostrando ancora una volta come il loro unico interesse sia la polemica politica e non la concretezza delle azioni in favore dei cittadini. Alle nostre proposte di dialogo hanno preferito rispondere con la propaganda.

Lasciateci da ultimo dire che questa accusa di essere “professori” è ormai noiosa e antipatica, nella nostra compagine consiliare esistono sì molti e molte che di professione fanno gli insegnanti, e questo fatto sembra essere particolarmente indigesto a chi forse in cattedra vorrebbe stare ma non riesce. La realtà è che noi abbiamo rispetto della serietà che si confà ad una istituzione democratica e, parlando queste per atti, la chiarezza degli stessi è chiarezza del dibattito pubblico e in ultimo della Democrazia.

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