È di oggi l’ennesimo annuncio trionfale sull’avanzamento dei lavori al parcheggio di Porta Orvietana, a due passi dal nuovo impianto di risalita. A fare da megafono, ovviamente, l’assessore Moreno Primieri: quello che verrà ricordato come l’assessore delle scelte sbagliate e della totale assenza di visione politica.

Ribadiamo ciò che ogni tuderte dice da mesi. Il nuovo impianto di risalita è un’opera inutile e costosissima, con costi lievitati più velocemente delle promesse e tempistiche che si allungano come un elastico tirato fino allo sfinimento. Doveva essere tutto pronto nel 2025. Siamo a marzo 2026 e Todi si ritrova ancora con un cratere aperto: un cantiere che ha sfigurato un angolo identitario della città senza risolvere uno, dicasi uno, dei problemi strutturali di accesso al centro storico.

Ma l’assessore Primieri non finisce mai di stupire. Si vanta di un parcheggio in via di completamento che, se possibile, aggrava ulteriormente le criticità legate al nuovo impianto di risalita: un impianto che resta di fatto inaccessibile alle persone con disabilità e a chi ha difficoltà motorie. Un dettaglio? No, una responsabilità politica. E di questo l’assessore Primieri e il sindaco Ruggiano sono perfettamente consapevoli.

Infatti, pur di far funzionare l’operazione e giustificare un’opera mai condivisa con la città, le regole del gioco sono state cambiate: ZTL negli orari di ingresso delle scuole, zona ex Mercataccio blindata, capolinea dei pullman spostato a Porta Orvietana. Una piccola rivoluzione forzata, costruita non per migliorare Todi ma per costringere i cittadini a utilizzare un’infrastruttura che continuano ostinatamente a evitare, preferendo il vecchio impianto di risalita.

E allora, assessore Primieri, può stare tranquillo: nella storia di Todi ci entrerà. Ma non come il successore di Ruggiano. Ci entrerà come l’uomo che ha lasciato in eredità un’opera pubblica inutile, non inclusiva e costosissima. Un simbolo di come non si amministra una città.

Il Partito Democratico non deve aggiungere altro. Basta ascoltare i cittadini. Ogni giorno.

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