L’abbiamo annunciato, l’abbiamo denunciato e alla fine si è avverato. Da ora il nostro Centro Storico è off limits. Lungi da noi paragonare Todi ad un feudo medievale con il ponte levatoio perennemente alzato, ma con l’installazione della telecamera a via San Carlo si è conclusa (per ora) l’operazione di chiusura totale dell’accesso al Centro per i non residenti.

Mentre l’Amministrazione vanta con superbia i dati dell’affluenza di turisti stranieri, quelli dei residenti e le attività commerciali del colle sono, per contro, sempre più in calo. Ecco, proprio in osservanza di questi dati, le misure da prendere quali sono? Allontanare e scoraggiare chiunque provi a passare qualche ora del proprio tempo libero a Todi, o a chi venisse in mente di fare acquisti, o più banalmente visitare la città?

Come segretario della sezione del PD di Todi Centro mi faccio carico di dare voce a tutti quei residenti che si oppongono e sono costretti, a loro volta, a subire una scelta obiettivamente inopportuna, che danneggia tutti e soprattutto l’immagine di una città svilita e svuotata della sua vitalità sociale ed economica, oltre che di persone fisiche.

Di scelte discutibili ne abbiamo viste molte, ne abbiamo anche pagate molte, ma questo è il punto di non ritorno, che conferma che ci troviamo davanti ad un’amministrazione che non ha la minima intenzione di ascoltare.

Todi non ha bisogno di provvedimenti punitivi. Una città storica non si popola trasformandola in un museo a cielo aperto o in una vetrina a uso e consumo esclusivo del turismo stagionale. Al contrario, serve un piano serio di accessibilità che sappia conciliare viabilità e accoglienza.

Come Partito Democratico, ma soprattutto come parte della comunità, non resteremo in silenzio a guardare lo svuotamento della nostra città.

Todi non è la proprietà privata di chi la amministra pro tempore, ma un patrimonio vivo che appartiene a tutta la comunità. È ora di riaprire le porte della nostra città.”

condividi su: