Ad illustrare l'istituzione del riconoscimento il presidente di Umbriafiere Antonio Forini e la presidente delle Acli provinciali Annina Botta, realtà legate al collevalenzese scomparso lo scorso anno
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Nell’affolata cornice di Agriumbria, che si è appena chiusa nel centro fieristico di Bastia Umbra, è stato presentato domenica mattina il premio nazionale Sante Filippetti, tuderte di origini e di residenza ma dallo spirito internazionalistico, tanto che in uno dei tanti fantasioni biglietti da visita aveva scritto: detto “monno”. Un richiamo alle sue tante scorribande giovanili nel vecchio continente, pioniere di un europeismo che in lui non ha mai vacillato. Il club Acli di Collevalenza, da lui fondato e a lui oggi intitolato, l’aveva chiamato non a caso “International”.
Già, perchè Sante Filippetti, scomparso lo scorso anno, ha dedicato gran parte della sua vita alle Acli, arrivando a ricoprire incarichi nazionali all’interno del movimento. Un’altra parte importante del suo tempo lo ha riservato alla crescita proprio di Agriumbria, la fiera delle fiere come diceva lui, nel quale sfogò la sua formazione e dimensione agreste, coltivando relazioni ad ogni livello, non ultimo quelli dell’istruzione e dell’Università, ad ulteriore riprova di una visione aperta al futuro.

Non potevano essere quindi che le Acli, rappresentate dalla presidente provinciale Annina Botta, e Umbriafiere, la società organizzatrice di Umbriafiere, ad annunciare l’istituzione del premio Sante Filippetti nel giorno di chiusura dell’edizione 2026, la prima senza di lui presente, anche quando ormai era andato in pensione.
Ad illustrare le finalità il neo presidente di Umbriafiere Antonio Forini, affiancato dal suo predecessore, Lazzaro Bogliari, che per tanti anni ha avuto Filippetti tra i suoi più stretti collaboratori. Tra gli interventi anche quelli del giornalista Sandro Capitani, dell’amico Ennio Passero e del dottor Maurizio Brugnetta, suo sodale nel circolo Acli di Collevalenza, ampiamente rappresentato in sala.
Il Premio sarà assegnato, a partire dall’edizione 2027, ad una o più aziende dedite all’agricoltura e all’allevamento, caratterizzate da un approccio didattico e sociale, con un occhio particolare ai giovani diplomati o laureati in agraria. Quelle realtà, insomma, più care all’impegno di Sante Filippetti.

 

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