Dr max_iltamtam_emorroidi integratori

I problemi alle emorroidi sono piuttosto comuni in Italia. Secondo i dati della Società italiana unitaria di colonproctologia, attualmente il fenomeno interessa circa 3,7 milioni di persone: non è dunque marginale.

Una condizione fastidiosa e persino invalidante, ma sulla quale è possibile agire efficacemente, curando con attenzione l’alimentazione e lo stile di vita: se trascurati, rappresentano le cause principali delle patologie che interessano questi piccoli cuscinetti. 

Tra i rimedi più validi, soprattutto in chiave preventiva, troviamo gli integratori alimentari per le emorroidi, che presentano un’azione efficace di rinforzo delle pareti venose e miglioramento della circolazione sanguigna. 

Si tratta di formulazioni ottenute con ingredienti sicuri, studiati per assicurare un’azione mirata e al contempo delicata. Si possono acquistare in farmacia, sia negli store in presenza che in quelli online, senza il bisogno di ricetta medica, anche se un confronto con un medico o un farmacista si rivela quanto mai prezioso. 

Cosa sono le emorroidi? Una definizione

Ma cosa sono le emorroidi? Si tratta di cuscinetti composti da vasi sanguigni e porzioni di tessuto connettivale, ubicati lungo il canale anale, dove partecipano alle fasi di evacuazione e continenza. 

A cosa servono? Agiscono secondo una funzione protettiva durante il passaggio delle feci, che rendono meno doloroso. Hanno inoltre un ruolo regolatore nel contenere gas e feci. Sono quindi importanti.

Le emorroidi sono catalogate secondo due tipologie, in virtù della localizzazione precisa:

  • emorroidi interne: si trovano più in alto, nella zona in prossimità del retto, per l’esattezza tra l’ano e il retto, nella cosiddetta giunzione anorettale;
  • emorroidi esterne: si trovano più in basso, più in prossimità del canale anale, ovvero nella parte inferiore del retto, lungo il rivestimento dell’ano.

La condizione di prolasso e infiammazione delle emorroidi

Quando le emorroidi si gonfiano, arrivando persino a fuoriuscire dalla zona in cui sono ubicate, oltre a risultare dolorose possono essere oggetto di sanguinamento. 

Si può manifestare una condizione nota come emorroidi prolassate, legata a un malfunzionamento del tratto intestinale, che caratterizza le emorroidi interne, le quali risultano infiammate, a fronte di una sensazione di dolore, irritazione e fastidio.

Le emorroidi esterne, invece, quando infiammate, tendono a uscire dal retto, provocando dolore.

Il prolasso delle emorroidi interne può avere diverse entità di disagio, oggetto di catalogazione nella classificazione di Goligher. 

Individua quattro gradi, in ordine crescente di avanzamento del disturbo: il primo grado indica la fase iniziale, caratterizzata dal sanguinamento, non a caso è altresì nota come emorroidi sanguinanti, mentre il quarto grado sottintende il prolasso vero e proprio ed è il più complesso da trattare.

Questa classificazione è quella maggiormente adoperata in medicina, dove viene utilizzata sia per l’individuazione della fase specifica vissuta dal paziente, sia per l’individuazione dei trattamenti più efficaci.

Quali sono i sintomi

I sintomi che indicano un’infiammazione delle emorroidi sono principalmente i seguenti:

  • ● perdita di sangue nella zona dell’ano;
  • ● prurito, bruciore e dolore;
  • ● tracce di sangue all’interno delle feci;
  • ● tracce di feci nella biancheria intima;
  • ● incontinenza a livello fecale;
  • ● si percepiscono dei noduli (ma può essere anche uno soltanto) che al tatto risultano dolorosi;
  • ● prolasso vero e proprio (fuoriuscita delle emorroidi).

Questi sintomi sono di natura generale e risultano comuni sia alle emorroidi interne che esterne.

Emorroidi: cosa fare? 

Per capire cosa fare quando si sospettano dei problemi alle emorroidi occorre avere una diagnosi esatta: è importante confrontarsi con un medico e il primo tramite è in genere il medico di base. Può essere necessario un consulto più approfondito; lo specialista di riferimento è il proctologo.

Fondamentale indagare le cause. Queste le più comuni:

  • ● familiarità: sussiste una predisposizione dal punto di vista genetico;
  • stile di vita troppo sedentario oppure influenzato dalla propria mansione sul lavoro. Tra le professioni maggiormente soggette a emorroidi troviamo quelle al desk nonché, ad esempio, gli autisti;
  • scelte alimentari errate, che incentivano la comparsa di diarrea/stipsi.

Non va sottovalutato, in particolare, il rapporto tra emorroidi e alimentazione, la quale è sovente la prima causa del problema, ma anche ciò su cui si può agire maggiormente, in chiave sia preventiva che curativa.

I rimedi più efficaci

Premesso che a fare una valutazione dei rimedi più efficaci in presenza di problemi alle emorroidi può essere soltanto il medico, che farà le proprie valutazioni in occasione di una visita, è buona prassi agire sull’alimentazione, attraverso una dieta varia e che favorisca il benessere dell’intestino. 

Che è poi il primo elemento su cui consiglierà di intervenire lo specialista, a fronte di un cambiamento dello stile di vita, anche per quanto concerne l’attività fisica.

L’uso di integratori per emorroidi si inserisce in questo quadro: non si sostituisce a una dieta varia e bilanciata, piuttosto la completa, agendo in maniera mirata in chiave preventiva e alleviando i sintomi.

Il medico potrà poi prescrivere dei farmaci e altri trattamenti, valutando, in ultima istanza, dapprima l’esecuzione di alcune manovre ad hoc per far rientrare le emorroidi e infine, se proprio è indispensabile, un approccio chirurgico. Nella maggior parte dei casi ciò risulta evitabile.

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