Mentre l’amministrazione comunale di Todi continua a sbandierare presunti successi nella gestione dei rifiuti, i numeri — quelli veri, estratti dai piani di Gesenu e dai Piani Economici Finanziari (PEF) — raccontano una realtà ben diversa. La verità è che i cittadini di Todi pagano tariffe elevate per un servizio ancorato a logiche del passato, che non premia minimamente i comportamenti virtuosi.

Se l’amministrazione comunale vanta una gestione oculata, i dati la smentiscono: il gettito TARI, dal 2022 a oggi, è aumentato di ben 538.705 euro. Per il 2025, la cifra totale che i cittadini tuderti dovranno sborsare ammonta a 4.149.425 euro, con un ulteriore incremento del 2% rispetto al 2024. Di fatto, i numeri smentiscono la narrazione di Forza Italia: l’importo era già stato fissato nel 2022 all’interno del PEF pluriennale 2022-2025. Non esiste, dunque, alcun “miracolo” amministrativo, ma solo l’applicazione di un piano vecchio di tre anni che, tra l’altro, rischia di esplodere; essendo stato redatto nel 2022, non tiene infatti conto dell’aumento dell’IVA per il conferimento in discarica stabilito dal Governo per il 2025.

Il vero fallimento politico risiede nell’ostinata volontà di non evolvere verso la Tariffa Puntuale. Ad oggi, a Todi non si paga in base a quanto rifiuto indifferenziato si produce, ma sulla base di coefficienti presuntivi e della metratura degli immobili. In questo modo, non viene riconosciuto alcun premio ai cittadini che differenziano con cura e non vi è alcun incentivo alla riduzione degli scarti. Si continua a utilizzare un sistema obsoleto che punisce le famiglie e non valorizza l’impegno civico.

È chiaro che la gestione dei rifiuti a Todi sia priva di una visione strategica. La raccolta differenziata incide solo per circa un terzo del costo totale (1.454.298 euro), mentre il resto del gettito finisce in un guazzabuglio di costi tra trattamento e smaltimento che l’amministrazione non è in grado di contenere. Un’amministrazione lungimirante avrebbe già investito nella tecnologia necessaria a misurare i conferimenti e abbassare le bollette. Invece, ci ritroviamo con tariffe tra le più alte del comprensorio e un sistema fermo al passato. È pertanto evidente che, finché non verrà introdotta un’equità reale nella tariffazione, ogni decantato primato di Todi rimarrà soltanto spicciola propaganda.

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