Il programma estivo della Penn State University tra apprendimento e comunità, fu fondato nel 1986 dal professor Vincent Virgulti, che riconobbe il potenziale di Todi come destinazione per programmi all'estero
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L’Umbria è sovente chiamata il “cuore verde d’Italia”, nota per le sue fitte foreste, le dolci colline e la sua bellezza naturale. Tra le sue città storiche si trova Todi, un centro collinare artistico e affascinante, definito da una splendida piazza centrale, palazzi medievali e chiese gotiche. Fu qui appunto, negli anni Ottanta, che alcuni docenti della Penn State University (USA) furono attratti per creare un programma di studio all’estero basato sull’immersione: lingua e cultura italiana, lo studio dell’arte e della storia e i ritmi autentici della vita nei piccoli centri italiani.

Quattro decenni dopo, il programma estivo della Penn State a Todi rappresenta il programma attivo ininterrottamente da più tempo dell’ateneo. Più di 700 studenti hanno studiato e vissuto a Todi, formando generazioni di alunni le cui esperienze universitarie all’estero continuano a influenzare le loro vite accademiche, professionali e personali. Quest’estate il programma celebrerà la sua 40esima edizione con eventi speciali che accoglieranno ex studenti, ex docenti responsabili, famiglie ospitanti e collaboratori storici della comunità, celebrando una partnership duratura tra la Penn State e Todi.

Il programma fu fondato nel 1986 dal professor Vincent Virgulti (1942-2023). Dopo aver studiato egli stesso in Umbria, Virgulti riconobbe il potenziale di Todi come destinazione per programmi all’estero quando visitò la cittadina situata strategicamente tra Roma e Firenze. Le sue radici antiche, unite all’architettura medievale e rinascimentale, la rendevano un contesto ideale per corsi di lingua, arte e storia culturale. Con l’aiuto dell’influente pittore Piero Dorazio (1927-2005), Virgulti stabilì contatti con le autorità locali, e l’assistente e allievo di Dorazio, Graziano Marini, divenne il primo organizzatore sul posto del programma.

Sin dall’inizio, il programma fu intenzionalmente interdisciplinare. Gli studenti frequentavano diversi corsi, e non era richiesta alcuna conoscenza pregressa di italiano o storia dell’arte. Come osservò all’epoca il professore di italiano Alfredo Triolo (1927-2022), l’obiettivo era un coinvolgimento serio piuttosto che una specializzazione disciplinare. Le dimensioni ridotte di Todi erano centrali nella visione di Virgulti; egli la descrisse infatti come “un luogo pratico in cui gli studenti possono controllare il proprio ambiente“, favorendo un’immersione profonda piuttosto che un turismo superficiale.

Ai suoi esordi il programma di sette settimane combinava l’insegnamento della lingua italiana, la storia dell’arte e corsi pratici di arti visive in design, grafica e maiolica. Le lezioni di lingua erano tenute da collaboratori locali, tra cui la professoressa Adelina Fiorucci, mentre i laboratori artistici erano inizialmente guidati da Marini e successivamente da docenti della Penn State. Gli studenti vivevano con famiglie ospitanti, partecipavano alla vita cittadina e viaggiavano in tutta l’Italia centrale e settentrionale. I primi materiali promozionali sottolineavano non solo le conoscenze disciplinari ma anche la prospettiva, promettendo agli studenti un modo di comprendere l’Italia e le proprie convinzioni culturali in una dimensione internazionale.

Le testimonianze degli studenti dei primi anni evidenziano l’impatto del programma. I partecipanti descrivevano l’esperienza come trasformativa, citando una maggiore consapevolezza culturale, la motivazione a tornare in Italia e il valore dell’apprendimento insieme a studenti provenienti da diversi corsi di studio e background accademici. Questa diversità divenne uno dei punti di forza duraturi del programma.

Nel tempo, il programma si è evoluto in risposta alle priorità curriculari e alle esigenze degli studenti. Negli anni 2000, l’attenzione si è spostata più decisamente su lingua e cultura, pur mantenendo corsi di storia dell’arte e arti visive. L’obiettivo guida è rimasto tuttavia lo stesso: promuovere la competenza interculturale mediante un coinvolgimento prolungato con il patrimonio italiano. Le escursioni si sono ampliate a più regioni, con pernottamenti a Firenze, Napoli, Venezia e Roma, affiancati da attività locali come visite a liutai, intarsiatori del legno, artisti della maiolica e archivi di libri rari e manoscritti a Todi e dintorni.

Una pausa di tre anni dal 2020 al 2022, causata dalla pandemia di Covid-19, ha rappresentato l’interruzione più significativa nella storia del programma. Tuttavia, nel 2023 il programma è stato rilanciato con successo da docenti della Facoltà di Spagnolo, Italiano e Portoghese della Penn State. Un lavoro significativo è stato dedicato alla ricostruzione delle collaborazioni con la comunità e al ripristino dei contatti locali.

Nel 2024, la collaborazione si è ampliata includendo la Facoltà di Storia della Penn State ampliando l’offerta formativa e rafforzando la sostenibilità del programma. Riflettendo questa evoluzione il programma ha adottato il suo nome attuale: “Todi, Italia: Lingua, Storia e Cultura”. Oggi, gli studenti si iscrivono a corsi di lingua italiana a diversi livelli di competenza, insieme a corsi di storia dell’arte e cultura o storia italiana tenuti in inglese, proseguendo la tradizione di accessibilità interdisciplinare.

Ciò che è rimasto costante nel corso della lunga storia del programma è il suo rapporto con Todi stessa. Istituzioni come la scuola di lingua The Language Center S.r.l., insieme a generazioni di famiglie ospitanti e collaboratori locali, hanno contribuito a creare un ambiente in cui gli studenti non sono semplicemente visitatori bensì residenti temporanei. Molti ex studenti ricordano le routine quotidiane—fare acquisti nei mercati locali, attraversare la piazza, condividere i pasti con le famiglie ospitanti—come elementi centrali del loro apprendimento.

Mentre la Penn State si prepara a celebrare la quarantesima edizione del programma di Todi nell’estate del 2026, questo traguardo rappresenta molto più della semplice longevità. Rifletti decenni di fiducia, amicizia, collaborazione e investimento condiviso tra un’università e una comunità, e le migliaia di incontri individuali che rendono significativa l’educazione internazionale.

Per gli studenti che hanno chiamato Todi casa, anche solo per breve tempo, l’eredità del programma non è soltanto accademica, ma profondamente umana.

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