Nella chiesa di Quadro celebrata una Messa in memoria dell'imprenditore che, partendo della campagna tuderte, realizzò un piccolo impero economico: la ricorrenza offre l'opportunità per riflettere sul conferimento di una benemerenza
franco todini

Venticinque anni. Un quarto di secolo. Tanto il tempo trascorso dalla morte del Cavaliere Franco Todini, per il quale si è celebrata, sabato 2 maggio, una Messa nella chiesa di Quadro, piccola frazione di Todi dalla quale era partita una delle avventure imprenditoriali più incredibili che la città abbia conosciuto dal dopoguerra ad oggi.
Un omaggio alla memoria di una persona che, come ha ricordato il parroco, ha lasciato tracce importanti del suo cammino non soltanto in termini di aziende e di opere ma di umanità, tenacia e responsabilità.
Caratterizzato da una non comune visione del futuro, Franco Todini si è distinto quale testimone del “valore del sacrificio e della dignità del costruire“.
Numerosi in effetti sono i segni che il Cavaliere ha impresso nella comunità tuderte, alla quale rimase sempre profondamente legato, e per la maggior parte della quale sembra quasi impossibile che siano già trascorsi così tanti anni dalla sua scomparsa, tanti sono i riferimenti testimoni del suo impegno di imprenditore e di filantropo, a partire dalle annuali borse di studio erogate a favore dei diplomati più meritevoli delle scuole di Todi.
Nel 2026 cadono come detto i 25 anni dalla sua scomparsa: una ricorrenza che potrebbe far riflettere sull’opportunità del conferimento a Franco Todini della cittadinanza benemerita alla memoria.

 

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