Apprendo che Umbria Civica per decifrare le posizioni del PD tuderte in merito alla sanità nella MVT si è affidata all’intelligenza artificiale, che è risultata “non ancora abbastanza potente”.
A me, per decifrare la posizione di Umbria Civica, è bastato uno strumento più antico: la memoria; gratuita, accessibile, sufficientemente potente.
Premetto che sulla difesa dell’ospedale di Pantalla nessuno rivendica brevetti: personalmente la porto avanti da anni, ben prima che certi protagonisti scoprissero la parola “sanità” e quando il centro-destra tuderte sosteneva, in linea con la ex Presidente Tesei, che l’ospedale di Pantalla doveva essere trasformato in ospedale di “comunità”, un luogo di degenza affidato a personale infermieristico. Detto questo è noto che non faccio sconti a nessuno, nemmeno agli amici. Anzi.
Ma quando si finge che una crisi strutturale indotta e consolidata negli anni (almeno dal 2021), sia un fenomeno meteorologico apparso la settimana scorsa, è doveroso ricordare chi parla.
Dunque, chi è Umbria Civica. È il movimento di Nilo Arcudi: già vicesindaco di Perugia nelle giunte di centrosinistra dal 2005 al 2014; poi, dal 2019, nel centrodestra di Romizi, che lo premia con la Presidenza del Consiglio Comunale; nel 2024 si candida nella lista personale “Tesei Presidente”; oggi è consigliere regionale di opposizione con FdI, Lega, Forza Italia e con Tesei in persona.
Da quella collocazione attacca la Giunta Proietti per i guasti ereditati dai cinque anni di Tesei. Civicissimo, certo. Ma con la memoria corta.
Ed ora veniamo a Todi. Per capire la posizione di Umbria Civica per Todi rappresentata dal neoconsigliere Sensini, è necessario parlare di Floriano Pizzichini.
Il parallelo tra Pizzichini e Arcudi è impressionante: giovane socialista (qualcuno lo definì il delfino di Buconi), eletto a Todi nel 2007 nelle file del centrosinistra, durante la prima amministrazione Ruggiano viene votato Presidente del Consiglio Comunale dalla maggioranza di centrodestra. Nel 2012 si ricandida col Popolo della Libertà (viene eletto assieme a Primieri e Ranchicchio), poi la rifondazione “civica autonoma” come candidato sindaco di terzo polo. Si nasce a sinistra, si viene incoronati dal centrodestra, si rinasce civici. Percorsi sovrapponibili: c’è solo da capire chi è l’allievo e chi il maestro.
Ho fatto questo excursus perché ricordare certi passaggi è importante per interpretare un fatto recente, che è la genesi della “calata” di Umbria Civica a Todi.
Il colpo di scena. Pizzichini, formalmente all’opposizione della Giunta Ruggiano (ad inizio 2023 ha votato anche la sfiducia!), inizia, pian piano, a svanire da metà del 2024, anno delle amministrative a Perugia, Marsciano, Massa Martana e soprattutto anno del rinnovo del Consiglio Regionale.
In particolare, il campione del civismo tuderte evapora letteralmente nel momento in cui bisogna fare una scelta definitiva: Tesei o Proietti. Poi, ancora assente, sino a quando, ad aprile 2026, si dimette.
Subentra Luigi Sensini, che senza nemmeno togliersi la giacca rinomina il gruppo Umbria Civica per Todi — il marchio di Arcudi — dichiarando però “piena autonomia da centrodestra e centrosinistra”, scordandosi che il suo fondatore e presidente (Arcudi) si è candidato nella lista della Presidente Tesei e siede in Consiglio regionale, all’opposizione, accanto a lei.
Allora la domanda si pone da sola ed è quella che a nessuno conviene fare, motivo per il quale la faccio io: con chi stava davvero Pizzichini in quell’anno e mezzo di silenzio operoso?
Perché un consigliere che scompare dall’aula nei mesi delle battaglie più importanti, elezioni regionali comprese, e poi cede il seggio a un successore che entra e riallinea immediatamente il gruppo sotto l’ombrello di Umbria Civica di Arcudi, non sta semplicemente “facendo spazio”. Sta apparecchiando una tavola per qualcuno che deve ancora arrivare (o tornare).
Il 2027 è dietro l’angolo. A Todi si vota. Ruggiano non può ricandidarsi per il terzo mandato consecutivo. Il centrodestra tuderte cerca un volto nuovo, sponde fresche, geometrie inedite. E Umbria Civica — è cronaca, non illazione — è il soggetto umbro specializzato nell’arte di essere “gamba moderata del centrodestra” quando serve, e “civismo autonomo” quando torna utile. Una giacca reversibile della politica regionale: lana spinata da un lato, Principe di Galles dall’altro, e in mezzo un cartellino con scritto “disponibile per alleanze a partire dal 2027”.
Del resto, l’aveva detto Pizzichini stesso, in un raro momento di candore autobiografico: “Con il doppio turno, le liste civiche diventano l’ago della bilancia, potendosi alleare con uno o con l’altro a seconda di programmi, idee e uomini.”. Con uno o con l’altro. A seconda di cosa conviene. Detto da lui. Verbalizzato. Agli atti.
Allora, per capire questa storia non serve alcuna intelligenza artificiale. Basta uno strumento più antico e infinitamente più potente: la memoria storica. Gratuita, liberamente accessibile, ma sospetto, ancora troppo “potente” per chi preferirebbe un pubblico dotato di sola memoria a breve termine. Come i novelli difensori della sanità della MVT, il duo Ruggiano e Toniaccini, che con il cambio di amministrazione regionale sono diventati i più ferventi sostenitori delle posizioni dei comitati, gli stessi comitati che quando amministrava la loro Presidente, Donatella Tesei, dileggiavano apertamente. Ora imputano alla Proietti di non aver mantenuto le promesse elettorali. In effetti sono coerenti, loro le promesse le avevano mantenute: avevano detto che avrebbero smantellato la sanità pubblica e l’ospedale di Pantalla e lo hanno fatto. Gente di parola!









