Sabato 23 maggio sarà inaugurato il Parco Sculture Todini, a cura di Massimo Mattioli, alla sua prima edizione nelle colline umbre della Tenuta Todini. Il progetto artistico realizzato con il sostegno della Fondazione Perugia e il contributo di Acciaierie Arvedi AST di Terni, è patrocinato dal Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
La prima edizione presenta due installazioni site-specific realizzate da Matteo Attruia e Silvia Ranchicchio: primi interventi di un programma destinato a crescere nel tempo, accogliendo nuovi artisti e nuove opere.
La ricerca di Matteo Attruia si distingue per un uso trasversale dei linguaggi — dalla scrittura al neon alla fotografia, fino all’installazione — e per una marcata attitudine ironica e concettuale. Le sue opere generano cortocircuiti tra parola e significato, mettendo in discussione convenzioni, ruoli e meccanismi del sistema dell’arte e della società. Con un tono leggero ma incisivo, Attruia costruisce dispositivi capaci di coinvolgere lo spettatore in riflessioni complesse su identità, relazione e percezione. VITE è Il titolo dell’opera realizzata dall’artista. E’ l’articolo, sottinteso, a determinarne i significato: da una parte, la vite, pianta perenne (Vitis vinifera); dall’altra, il plurale del sostantivo Vita.
Collocata all’ingresso della Tenuta, l’opera accoglie il visitatore e lo pone subito di fronte a un interrogativo. A cosa si riferisce quella parola? Alle vite o alle vite? L’ambiguità è il cuore stesso del lavoro. Entrambi i significati appartengono profondamente al luogo: la vite come elemento identitario del paesaggio e della cultura agricola del territorio; le vite come insieme di presenze, umane ed animali, che convivono e rendono possibile l’equilibrio di questo ecosistema. VITE è un’opera che riflette e restituisce ciò che la circonda, trasformando il paesaggio, le relazioni e la memoria del luogo in parte integrante del suo significato.
Silvia Ranchicchio realizza, appositamente per il Parco, Tempus Mirabilis, una scultura ambientale che dialoga con il paesaggio del Parco di Todini, a Collevalenza. Lunga circa tre metri è realizzata in acciaio lucido, con una forma fluida e ondulata che richiama ilmovimento della natura, il profilo delle colline e lo scorrere del tempo. L’artista ha immaginato la scultura come una presenza capace di inserirsi nel luogo senza imporsi, accogliendo ciò che la circonda.
La superficie lucida riflette la luce, il cielo, l’erba e i colori delle stagioni, cambiando percezione a seconda del momento della giornata e della presenza delle persone. In questo modo l’opera non resta mai uguale a sé stessa, ma diventa parte viva del paesaggio. La scultura è orientata verso Todi: guarda la città e, allo stesso tempo, accompagna lo sguardo di chi si ferma verso il panorama. La sua forma può diventare seduta, punto di sosta e occasione di contemplazione, dove fermarsi, meditare, ascoltare il silenzio e osservare il tramonto. Tempus Mirabilis vuole creare un incontro tra arte, natura e presenza. È un’opera che nasce dalla ricerca dell’artista sul rapporto tra forma, energia e cambiamento, e dal desiderio di creare una presenza essenziale ma intensa, capace di invitare alla meraviglia davanti al tempo, alla luce e al paesaggio.
In occasione dell’inaugurazione del Parco, la Tenuta Todini, ospiterà anche l’artista Miltos Manetas che presenterà una performance di live painting ispirata alla fattoria didattica della tenuta, che accoglie animali provenienti da diverse parti del mondo. Un intervento che richiama simbolicamente la sensibilità francescana verso tutte le creature viventi, instaurando un dialogo poetico tra arte, natura e convivenza.
Nel weekend del 23 e 24 maggio, il Parco Sculture Todini inaugura in concomitanza con la mostra MYSTICA VISIO. San Francesco, Jacopone e le arti, contribuendo ad alimentare a Todi una vera e propria festa culturale.
Visite su appuntamento: info@parcosculturetodini.it










