Quale visione della città ha guidato questi anni?
Quali progetti realmente significativi sono stati realizzati per il futuro di Todi?
Alle elettrici e agli elettori spetterà dare una risposta il prossimo anno. Noi proviamo intanto a porre qualche domanda.
Molte delle opere rivendicate dalla destra derivano in realtà da progettazioni, percorsi e finanziamenti avviati dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra.
Alcuni progetti sono stati semplicemente ripresi e reinterpretati male: dall’arredo di Piazza del Popolo al Parco della Rocca, parco Beverly Pepper, lasciato tra recinzioni, degrado e panchine distrutte, fino alla Torre di Palazzo dei Priori restaurata ma troppo spesso chiusa e inutilizzata.
Nel frattempo, i fondi del PNRR sono stati impiegati prevalentemente per manutenzioni ordinarie di strade e vie, invece che per investimenti strutturali capaci di creare sviluppo, lavoro e prospettive per i giovani.
E l’unica vera opera interamente rivendicata come propria?
Il nuovo ascensore da 4 milioni di euro: un progetto costoso, sbagliato e oggi sotto gli occhi di tutti.
Le amministrazioni di centrosinistra avevano immaginato un’altra soluzione: raddoppiare l’attuale ascensore inclinato e ammodernare o sostituire quello esistente.
Su questa nuova opera abbiamo presentato interrogazioni e sollevato critiche a livello comunale, regionale e nazionale.
La destra ha approvato tutto senza battere ciglio, compresa la giunta Tesei.
Ora però resta una domanda fondamentale:
quando il vecchio impianto di risalita verrà fermato definitivamente, cosa succederà davvero alla mobilità verso il centro storico?
Perché il problema non è soltanto un ascensore vuoto. Il problema è aver amministrato per dieci anni senza una vera visione di futuro.
Anzi, con scelte che rischiano di compromettere la crescita della città: l’esclusione dalla ZES, che significa meno agevolazioni per imprese e investimenti, e l’esclusione dalle aree montane, con la perdita di opportunità per servizi e giovani imprenditori.
Oltre la propaganda e l’effimero, oggi serve costruire il futuro di Todi. Un futuro che contrasti il declino delle attività, lo spopolamento e la desertificazione del centro storico e delle frazioni.
È una sfida enorme, che richiederà l’impegno della politica, delle associazioni, delle imprese e di tutta la comunità.












