Il festival diretto da Alberto Di Giglio si terrà dal 24 luglio al 2 agosto: tra gli ospiti anche Ascanio Celestini; attenzione alla figura di San Francesco e di Jacopone da Todi
Roma, 09 10 2021Ascanio Celestini - RitrattiMuseo Pasolini©Chiara Pasqualini/MIP*******************NB la presente foto puo' essere utilizzata esclusivamente per l'avvenimento in oggetto o  per pubblicazioni riguardanti Ascanio Celestini

Dal 24 luglio al 2 agosto il Giardino degli Amici dell’Orto ospiterà la quarta edizione di Liberare la Bellezza Festival, appuntamento ormai consolidato dell’estate culturale tuderte e umbra, capace di coniugare cinema, teatro, letteratura, musica e riflessione spirituale in un unico itinerario artistico.

Nato dalla direzione artistica di Alberto Di Giglio, il festival continua a sviluppare un’idea tanto semplice quanto attuale: la bellezza non è un lusso né un elemento decorativo della vita, ma una forza capace di interrogare le coscienze, creare relazioni, generare speranza e offrire nuove chiavi di lettura della realtà. Per questo il festival non propone soltanto spettacoli, proiezioni e incontri, ma costruisce uno spazio di dialogo tra artisti, intellettuali e pubblico, dove il cinema e le arti diventano strumenti privilegiati per comprendere il presente.

Una visione che trova nella città di Todi il suo naturale punto d’incontro. «Come Sindaco di Todi è per me un onore e un motivo di orgoglio salutare l’avvio di una nuova edizione di questo festival, che non è soltanto un cartellone di eventi ma una vera e propria dichiarazione di intenti, una missione culturale che sposa perfettamente l’anima della nostra città», afferma il Sindaco Antonino Ruggiano.
Per l’Assessore alla Cultura Alessia Marta, «Todi è una città che per sua natura, storia e paesaggio dialoga da sempre con l’infinito e la spiritualità. Liberare la Bellezza Festival interpreta questa vocazione trasformandola in un grande appuntamento di comunità».

L’edizione 2026 propone un programma di particolare prestigio, nel quale si alterneranno alcuni tra i protagonisti più autorevoli del panorama cinematografico, teatrale e letterario italiano e internazionale.
Ad inaugurare il festival, venerdì 24 luglio, sarà lo spettacolo “La sola radice del mondo. Maria di Nazareth da Dante a De André”, diretto e interpretato da Riccardo Leonelli, con Emanuele Cordeschi, un percorso teatrale che attraversa poesia, musica e spiritualità.

Uno dei momenti centrali della manifestazione sarà la serata del 25 luglio, dedicata all’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, con la presentazione del volume “Francesco al cinema” di Arnaldo Casali, le anticipazioni del film “La leggenda dei tre compagni” e la presenza straordinaria del regista e artista polacco Lech Majewski, tra le personalità più significative del cinema europeo contemporaneo. Nel corso della serata presenterà il suo nuovo progetto dedicato a San Francesco e sarà insignito dell’Angelo d’Oro, riconoscimento del Terni Film Festival per la migliore fotografia.

Il dialogo tra arte e spiritualità proseguirà con l’incontro dedicato a Jacopone da Todi, protagonista di un approfondimento curato da fra Alessio Mecella OFM, mentre la serata “Le infinite vie della bellezza” offrirà un itinerario tra filosofia, poesia, musica e immagini attraverso le figure di Platone, Agostino, Dante, Jacopone, Keats, Dostoevskij e san Francesco, con gli interventi di GianClaudio Lopez, Silvia Guidi, Daniela Poggi, Benedetta Giuntini, Riccardo Leonelli, Laura Toppetti, Gabriele Falcioni e Filippo Temperini.

Grande spazio sarà naturalmente riservato al cinema italiano. Verrà presentato il film Nonostante di Valerio Mastandrea intenso racconto sul confine tra vita e morte; Valerio Jalongo accompagnerà il pubblico nella riflessione sull’intelligenza artificiale con il documentario Più grande del cielo; Marco Gianfreda presenterà Tre regole infallibili, opera dedicata alla ricerca della bellezza come esperienza educativa e umana; Michele Placido introdurrà Eterno Visionario, il suo omaggio cinematografico a Luigi Pirandello, mentre Kim Rossi Stuart sarà protagonista con Brado, intenso racconto sul rapporto tra uomo e natura.

Tra gli ospiti più attesi torna anche Ascanio Celestini, già protagonista di un grande successo nelle precedenti edizioni, che incontrerà il pubblico in due appuntamenti dedicati ai suoi libri Pasolini. Una vita anzi due e Poveri Cristi.
Il festival riserverà inoltre uno spazio significativo alla musica con il concerto del gruppo Settantavoltesette, che proporrà una rilettura originale di celebri canzoni della musica italiana attraverso una prospettiva umana e spirituale, e si concluderà con “Giuseppe Ungaretti. Vita di un uomo”, spettacolo con Massimo Popolizio, Mario Vitale e Davide Rondoni, dedicato a uno dei maggiori poeti del Novecento.

A fare da filo conduttore all’intera manifestazione sarà la convinzione che il cinema, il teatro, la letteratura e la musica possano ancora rappresentare luoghi privilegiati nei quali l’uomo ritrova il senso della propria esperienza. Una prospettiva che trova una significativa sintonia nelle parole rivolte da Papa Leone XIV al mondo del cinema, con l’invito a fare della settima arte «un laboratorio di speranza», capace di raccontare la grandezza e la fragilità dell’uomo, interpretandone il desiderio di infinito.

Dal 24 luglio al 2 agosto il Giardino degli Amici dell’Orto ospiterà la quarta edizione di Liberare la Bellezza Festival, appuntamento ormai consolidato dell’estate culturale tuderte e umbra, capace di coniugare cinema, teatro, letteratura, musica e riflessione spirituale in un unico itinerario artistico.

Nato dalla direzione artistica di Alberto Di Giglio, il festival continua a sviluppare un’idea tanto semplice quanto attuale: la bellezza non è un lusso né un elemento decorativo della vita, ma una forza capace di interrogare le coscienze, creare relazioni, generare speranza e offrire nuove chiavi di lettura della realtà. Per questo il festival non propone soltanto spettacoli, proiezioni e incontri, ma costruisce uno spazio di dialogo tra artisti, intellettuali e pubblico, dove il cinema e le arti diventano strumenti privilegiati per comprendere il presente.

Una visione che trova nella città di Todi il suo naturale punto d’incontro. «Come Sindaco di Todi è per me un onore e un motivo di orgoglio salutare l’avvio di una nuova edizione di questo festival, che non è soltanto un cartellone di eventi ma una vera e propria dichiarazione di intenti, una missione culturale che sposa perfettamente l’anima della nostra città», afferma il Sindaco Antonino Ruggiano.
Per l’Assessore alla Cultura Alessia Marta, «Todi è una città che per sua natura, storia e paesaggio dialoga da sempre con l’infinito e la spiritualità. Liberare la Bellezza Festival interpreta questa vocazione trasformandola in un grande appuntamento di comunità».

L’edizione 2026 propone un programma di particolare prestigio, nel quale si alterneranno alcuni tra i protagonisti più autorevoli del panorama cinematografico, teatrale e letterario italiano e internazionale.
Ad inaugurare il festival, venerdì 24 luglio, sarà lo spettacolo “La sola radice del mondo. Maria di Nazareth da Dante a De André”, diretto e interpretato da Riccardo Leonelli, con Emanuele Cordeschi, un percorso teatrale che attraversa poesia, musica e spiritualità.

Uno dei momenti centrali della manifestazione sarà la serata del 25 luglio, dedicata all’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, con la presentazione del volume “Francesco al cinema” di Arnaldo Casali, le anticipazioni del film “La leggenda dei tre compagni” e la presenza straordinaria del regista e artista polacco Lech Majewski, tra le personalità più significative del cinema europeo contemporaneo. Nel corso della serata presenterà il suo nuovo progetto dedicato a San Francesco e sarà insignito dell’Angelo d’Oro, riconoscimento del Terni Film Festival per la migliore fotografia.

Il dialogo tra arte e spiritualità proseguirà con l’incontro dedicato a Jacopone da Todi, protagonista di un approfondimento curato da fra Alessio Mecella OFM, mentre la serata “Le infinite vie della bellezza” offrirà un itinerario tra filosofia, poesia, musica e immagini attraverso le figure di Platone, Agostino, Dante, Jacopone, Keats, Dostoevskij e san Francesco, con gli interventi di GianClaudio Lopez, Silvia Guidi, Daniela Poggi, Benedetta Giuntini, Riccardo Leonelli, Laura Toppetti, Gabriele Falcioni e Filippo Temperini.

Grande spazio sarà naturalmente riservato al cinema italiano. Verrà presentato il film Nonostante di Valerio Mastandrea intenso racconto sul confine tra vita e morte; Valerio Jalongo accompagnerà il pubblico nella riflessione sull’intelligenza artificiale con il documentario Più grande del cielo; Marco Gianfreda presenterà Tre regole infallibili, opera dedicata alla ricerca della bellezza come esperienza educativa e umana; Michele Placido introdurrà Eterno Visionario, il suo omaggio cinematografico a Luigi Pirandello, mentre Kim Rossi Stuart sarà protagonista con Brado, intenso racconto sul rapporto tra uomo e natura.

Tra gli ospiti più attesi torna anche Ascanio Celestini, già protagonista di un grande successo nelle precedenti edizioni, che incontrerà il pubblico in due appuntamenti dedicati ai suoi libri Pasolini. Una vita anzi due e Poveri Cristi.
Il festival riserverà inoltre uno spazio significativo alla musica con il concerto del gruppo Settantavoltesette, che proporrà una rilettura originale di celebri canzoni della musica italiana attraverso una prospettiva umana e spirituale, e si concluderà con “Giuseppe Ungaretti. Vita di un uomo”, spettacolo con Massimo Popolizio, Mario Vitale e Davide Rondoni, dedicato a uno dei maggiori poeti del Novecento.

A fare da filo conduttore all’intera manifestazione sarà la convinzione che il cinema, il teatro, la letteratura e la musica possano ancora rappresentare luoghi privilegiati nei quali l’uomo ritrova il senso della propria esperienza. Una prospettiva che trova una significativa sintonia nelle parole rivolte da Papa Leone XIV al mondo del cinema, con l’invito a fare della settima arte «un laboratorio di speranza», capace di raccontare la grandezza e la fragilità dell’uomo, interpretandone il desiderio di infinito.

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