Dove altri avevano lasciato disfunzioni e inconcludenti promesse da decenni, la precedente giunta regionale ha portato avanti progetti, finanziamenti, procedure e cantieri con risultati molto concreti che tutti gli umbri stanno constatando. Per i ponti di Montemolino e Poggio Aquilone siamo alle ultime battute, sono vicini i collaudi e le riaperture. Due infrastrutture strategiche per la viabilità della Media Valle del Tevere tornano a vivere grazie a chi ci ha creduto in una visione complessiva nell’affrontare problemi incancreniti da molto tempo.

Sul ponte di Montemolino, tra Todi e Monte Castello di Vibio, è stato ormai completato il posizionamento delle campate, la costruzione dell’impalcato e si stanno completando le opere accessorie per cui la riapertura al traffico è attesa per settembre. Rimarrà definitivamente al territorio anche la completa ribitumatura della strada del Furioso che passa attraverso la frazione di Cecanibbi nel comune di Todi e che ha consentito in questi mesi di superare le maggiori difficoltà. Ha comportato una spesa di circa 5 milioni, finanziata con legge 145/2018 e risorse regionali integrative. Ha funzionato per anni a senso unico alternato con semaforo a causa della struttura metallica risalente ai primi del ‘900. La certificazione relativa alla sicurezza ne prevedeva la chiusura al traffico entro un anno per cui occorreva prendere una decisione progettuale.

Dopo vari confronti fra tecnici dell’Assessorato Infrastrutture abbiamo adottato quella più semplice, più economica, senza alcun consumo di suolo che rispetta quindi l’ambiente ma anche le finanze pubbliche visto che è costata meno della metà dell’alternativa che avrebbe obbligato a costruire un altro ponte lasciando l’attuale al suo destino ma che era impossibile realizzare per la mancanza delle necessarie risorse finanziarie. Ci fu una bocciatura del progetto da parte della Soprintendenza nei confronti della quale non ci siamo arresi. Nuova fase istruttoria, condotta nella convinzione che l’approfondimento tecnico giova più della polemica politica. I lavori sono oggi in dirittura d’arrivo: conclusione garantita dall’impresa per l’avvio del prossimo anno scolastico. Abbiamo anche votato a favore in consiglio regionale per il rimborso del danno alle attività produttive derivante dalla riduzione del fatturato conseguente a questa fase della cantierizzazione dell’opera.

A pochi chilometri di distanza, il ponte di Poggio Aquilone, tra San Venanzo e Marsciano, che attendeva da decenni un intervento risolutivo. Molto più semplice e meno complesso il consolidamento rispetto al primo, opera comunque altrettanto significativa. L’arco in pietra e mattoni, era ridotto da anni in condizioni pietose e di evidente pericolo. Dopo un primo incontro alla stazione FCU di Marsciano, allora in ristrutturazione, oggi completata, con una delegazione della popolazione di San Venanzo, ci furono sopralluoghi con consiglieri comunali che portarono alla positiva decisione dell’intervento. I lavori, avviati a fine 2025, ed ormai conclusi restituiscono a San Venanzo e Marsciano un collegamento sicuro e finalmente all’altezza delle esigenze locali, mantenendo il fascino del piccolo ponte antico in pietra in mezzo ai boschi di quel territorio.

Due ponti, un solo filo conduttore: la volontà politica di non lasciare indietro nessun territorio, nemmeno i più periferici, Montemolino e Poggio Aquilone erano infrastrutture dimenticate da decenni, oggetto di annunci mai seguiti da fatti. Abbiamo invece sbloccato risorse, superato ostacoli burocratici tutt’altro che semplici ed avviato cantieri reali. Sono due risultati concreti per la viabilità della media valle del Tevere, che vanno a beneficio diretto di famiglie, imprese e pendolari di Todi, Monte Castello di Vibio, Fratta Todina, San Venanzo e Marsciano. Con orgoglio quindi ricordiamo quanto la buona amministrazione ha prodotto in Umbria, dalle grandi opere strategiche a quelle medie e alle minori, centinaia di cantieri in gran parte oggi in fase conclusiva che hanno determinato sul fronte delle infrastrutture, dei trasporti, della lotta al dissesto idrogeologico un cambio di passo deciso verso la modernizzazione dell’intero territorio regionale rendendo l’Umbria più sicura, attrattiva, giusta. Sorge spontanea la preoccupazione per molti obiettivi precedentemente decisi che viceversa si stanno allontanando all’orizzonte.

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