Il 29 luglio il Consiglio comunale voterà le tariffe TARI 2026. Alla vigilia, la Coalizione Civica e Progressista rende pubblica la propria lettura del Piano Economico Finanziario e chiede al Sindaco un confronto aperto sui numeri.
Partiamo da un punto fermo: la cifra annunciata dal Sindaco è esatta. Il Piano passa da 4.218.320 a 3.841.747 euro, meno 376.573, l’8,93%. Non la mettiamo in dubbio. La domanda che poniamo non è quanto. È chi.
Nessuno l’ha deciso a Todi.
Abbiamo classificato ogni voce del Piano in base a chi l’ha determinata. Queste voci derivano da fatti contingenti e dal nuovo metodo di calcolo ARERA, quindi sarebbero arrivate comunque, con qualunque giunta. Due poste da sole valgono più dell’intera riduzione: la fine di una rata del 2024, che i cittadini hanno pagato tutta l’anno scorso, e il ricalcolo del costo di spazzamento che una norma nazionale ha imposto di rifare sui consuntivo.
«Al contrario, sommando tutto ciò che è stato deciso dal Comune, dall’AURI, dal gestore — il conto sale di 187.771 euro. In sintesi, senza le poste automatiche, il 29 si voterebbe un aumento del 4,45%. È un calcolo nostro, è vero, ma siamo pronti a dimostrarlo e confermarlo in qualsiasi sede.
Il costo del servizio non è sceso.
Il comunicato della Giunta del 16 luglio parla di costi abbattuti. Sommando tutte le voci e depurando il conto dal ricalcolo contabile, il costo del servizio passa da 3.341.453 a 3.358.654 euro: più 0,51%. Non costa meno: costa uguale. A scendere è ciò che il regolatore riconosce in tariffa, che è un’altra cosa.
Lo “sconto” è andato alle imprese.
Dalla tabella del gestore allegata alla proposta di delibera: utenze non domestiche meno 11,58%, famiglie meno 6,85%.
Le imprese hanno ottenuto quasi il doppio dello sconto. La quota del conto a carico delle famiglie sale dal 62,46 al 63,68 per cento. E questo non è automatico: il riparto lo decide il Comune. È una delle pochissime scelte vere di questa delibera, ed è stata fatta così.
Dentro le famiglie l’effetto non è uniforme: poiché la quota fissa scende al metro quadro mentre il forfait per persona sale, famiglie numerose in case medio-piccole pagano di più.
In ogni caso, è bene ricordarlo, l’abbassamento è contingente e deriva dalle circostanze sopra descritte, non da scelte o virtuosismi del Comune. Un effetto che andrà a svanire sin dal 2027.
A febbraio arriva un avviso di pagamento.
Le prime tre rate sono acconti sulle tariffe 2025: al 95% per le famiglie, all’80% per le imprese. Perché il conguaglio del 28 febbraio sia un rimborso, un’impresa dovrebbe avere una riduzione superiore al 20%, nessuna ci arriva. Nonostante il meno 9% e la suddivisione favorevole, tutte le imprese di Todi riceveranno un importo da pagare. E lo riceveranno anche le famiglie come i nuclei di quattro con abitazioni sotto i 110 metri quadri.
L’annuncio della “bella sorpresa” è del 16 luglio. Le tariffe sono state calcolate il 21. Cinque giorni dopo. Quando quella promessa è stata fatta, nessuno aveva ancora calcolato la bolletta dei cittadini.
Chiediamo al Sindaco un confronto pubblico, in qualunque sede e con qualunque moderatore, con gli atti sul tavolo. In Consiglio depositeremo tre domande. La prima è la più semplice: indichi una sola voce del Piano la cui riduzione sia frutto di una vostra decisione. Una voce, con il suo importo. Se non è possibile indicarla, è il comunicato che va corretto.
Insomma, i numeri sono veri, i meriti no.












