La Società del Teatro della Concordia ricorda con profonda commozione Virginio Gazzolo, grande interprete della scena italiana e uomo profondamente legato al nostro Teatro.
Virginio non è stato soltanto un prezioso collaboratore delle nostre attività e un artista che ha portato sul palcoscenico della Concordia la sua straordinaria esperienza e la sua sensibilità. È stato, soprattutto, socio fondatore della Società del Teatro della Concordia, condividendo fin dall’inizio il progetto di tutela e valorizzazione di un luogo al quale sentiva di appartenere.
La sua presenza ha rappresentato per noi qualcosa che andava oltre la dimensione artistica. In più occasioni ha collaborato alle attività e alle rappresentazioni del Teatro, lasciando il segno con quella voce inconfondibile, capace di evocare la grande tradizione del teatro italiano, e con una sensibilità che gli consentiva di comprendere fino in fondo il valore particolare della Concordia.
Virginio amava questo piccolo Teatro e ne aveva colto l’eccezionalità. Lo definiva “una nicchia della cultura teatrale italiana”. Una definizione semplice e insieme straordinariamente significativa, perché racchiudeva la consapevolezza di trovarsi davanti a un luogo unico, nato dalla comunità e capace ancora oggi di custodire, in uno spazio raccolto, una parte importante della storia dello spettacolo italiano.
Per la Società del Teatro della Concordia, Virginio Gazzolo rimarrà dunque legato alla storia stessa del Teatro. Non soltanto per ciò che vi ha fatto sul palcoscenico, ma per aver creduto, insieme ad altri, che quel piccolo gioiello dovesse essere tutelato, vissuto e consegnato al futuro.
È questo forse l’aspetto che oggi sentiamo con maggiore forza: Virginio non è stato soltanto un interprete della storia del Teatro della Concordia. Ne è stato anche, in qualche misura, un custode e un testimone.
La sua presenza appartiene alla memoria della nostra comunità, così come appartiene alla memoria del Teatro quella sua voce che tante volte ha dato vita alle parole dei grandi autori.
Oggi quella voce si è spenta, ma ciò che ha lasciato continua a vivere. Continuerà a vivere nelle persone che lo hanno conosciuto, negli artisti che hanno condiviso con lui il palcoscenico, nel pubblico che lo ha ascoltato e, soprattutto, in quel Teatro nel quale aveva creduto fin dalla sua nascita.
La Società del Teatro della Concordia lo ricorda con gratitudine, affetto e profonda riconoscenza.
Ciao Virginio.
Il tuo Teatro continuerà a custodire anche un po’ della tua voce, della tua arte e della tua memoria.
Grazie per aver creduto nel Teatro della Concordia.
Dall’archivio:” ‘O mio gigino”:










