Venerdì 4 settembre, alle ore 18:00, il giornalista e scrittore dialogherà con Vittoria Garibaldi, storica dell'arte, Filippo Orsini, direttore dell'archivio storico comunale e Sergio Casagrande, direttore del Corriere dell'Umbria
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Proseguono con successo gli appuntamenti pomeridiani al Todi Festival dedicati alle presentazioni di libri e agli incontri con gli autori. Nei giorni scorsi è stata la volta del volume “Memoriam patrie servare” con gli scritti di Marco Grondona a cura di Enrico Menestò; a seguire è stato protagonista “Finché durerà la terra” di Giovanni Grasso, consigliere per la comunicazione del Presidente della Repubblica; quindi Tiziana Buonfiglio con il suo “Il labirinto nel Bagatto”; fino a quello di giovedì con “Oltre il baratro” di Achille Occhetto.

Venerdì, alle 18:00, sarà la volta del volto televisivo Serena Bortone, che presenterà “Le dirimpettaie”. Attesa, sabato 5 settembre, per l’incontro con Virman Cusenza, autore del libro “L’altro Garibaldi: i diari di Caprera”. Il giornalista e scrittore dialogherà con Vittoria Garibaldi, storica dell’arte, Filippo Orsini, direttore dell’archivio storico comunale e Sergio Casagrande, direttore dei quotidiani del Gruppo Corriere dell’Umbria.

Virman Cusenza ha diretto «Il Mattino» e «Il Messaggero». Assunto da Indro Montanelli a «il Giornale», ha seguito importanti inchieste di giudiziaria, per poi specializzarsi come commentatore politico. Nel 2007 ha lavorato a «The Independent» di Londra. È stato consulente per l’attualità del gruppo di produzioni televisive e cinematografiche Fremantle. Da dicembre 2024 è Chief Communication Officer di Acea dove precedentemente, da giugno 2023, ha ricoperto la carica di Responsabile della Funzione Comunicazione e Rapporti con i Media. Per Mondadori ha pubblicato Giocatori d’azzardo. Storia di Enzo Paroli, l’antifascista che salvò il giornalista di Mussolini (2022).

In questo suo ultimo lavoro, Cusenza racconta un Garibaldi un po’ contadino e un po’ condottiero patriottico.  L’eroe dei due mondi è qui nella sua versione più autentica. Si tratta di un’appassionante biografia che delinea l’uomo nella sua dimensione più quotidiana e intima, quello che sovente non abita le pagine dei volumi di storia, ma che invece alberga tra le righe scritte da Cusenza, dove la zappa e la spada si alternano, rivelando l’imprenditore agricolo e allevatore. Ne emerge una figura lontana dagli stereotipi: non l’icona contesa e spesso strumentalizzata da ideologie opposte,bensì un uomo capace di passioni, errori, desideri e amicizie. Un uomo cosmopolita e visionario, con la testa già rivolta al secolo successivo.

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