«Mi dissero che dopo quello che mi aveva fatto avrei dovuto sposarlo».
Franca Viola rispose: «Non sono proprietà di nessuno».

«Mi dissero che non potevo partecipare a quel concorso perché ero una donna».
Rosa Oliva rispose con i fatti.

«Mi dissero che il cinema era un mondo per uomini».
Kathryn Bigelow entrò in quel mondo e fu la prima donna a vincere il premio Oscar come miglior regista.

«Mi dissero che lo sport non era una cosa da ragazze».
Serena Williams è considerata una delle migliori tenniste di tutti i tempi.

 «Mi dissero che dovevo sorridere di più e parlare di meno».
Malala Yousafzai scelse di parlare.

«Ci dicevano che le donne erano troppo emotive per avere il diritto di voto e che il nostro posto era tra le mura domestiche»Emmeline Pankhurst e le suffragette risposero scendendo in strada e reclamando un diritto che non avrebbe mai dovuto essere negato.

«Gli uomini mi dicono spesso che sono una strega. Io rispondo che è solo il nome che danno alle donne che non riescono a controllare».
Yoko Ono intitolò il suo disco nel 2007 ” Yes, I’m a witch” trasformando un insulto sessista in un simbolo di indipendenza e resilienza.

Sono le voci di donne che hanno iniziato a cambiare il mondo. Donne che non si sono lasciate plasmare.
Donne che non si sono accontentate di essere ciò che gli altri volevano. Donne che hanno aperto la strada ad altre donne sfidando la cultura, i pregiudizi e gli stereotipi.

Ancora oggi però troppe donne pagano un prezzo altissimo per dire semplicemente «no».
Le donne hanno conquistato il diritto di studiare, lavorare, votare e parlare e almeno sulla carta il diritto di scegliere della propria vita.

Eppure c’è ancora una libertà che troppe donne non possono esercitare senza paura: la libertà di dire no. Perché ancora oggi ci sono uomini che considerano quel no un affronto, un’umiliazione, una provocazione. Uomini che trasformano il rifiuto in possesso, la gelosia in amore, il controllo in protezione. 

Le donne continuano a morire come l’ultima vittima, Lorena Isceri, gettata dal cavalcavia dal suo ex. Federico Vella affida ai social queste parole disperate e malate:

“Sarò tuo anche se non posso più esserlo”

Franca Viola ha detto: «Non sono proprietà di nessuno». Era il 1966.

E allora la domanda è inevitabile: quanto è davvero cambiato il mondo, se una donna può ancora essere uccisa perché un uomo non accetta la sua libertà di scegliere?

condividi su: