Caro candidato Sindaco, in primo luogo, vorrei vedere la “differenza”.
Un Sindaco che sappia accompagnare la città attraverso le trasformazioni epocali in atto, con visione, responsabilità e capacità di costruire futuro.
Un sindaco vero non segue il cambiamento: lo guida.

Un Sindaco non deve mai chiudersi nel palazzo. E anche gli eletti in consiglio comunale, come abbiamo visto, possono talvolta perdere il contatto con l’interesse generale. Questo non deve succedere.

Un Sindaco che, insieme alla sua squadra, si riconosca in tre parole:
• competenza, perché sono stanco delle urla, degli slogan, dei nemici inventati; stanco dei lamenti che non portano da nessuna parte. È il momento di rimettersi a lavorare sul serio. Costruire un percorso aperto, dove si studia, si confrontano idee, si trovano soluzioni, si intercettano opportunità. Per costruire una nuova classe dirigente fondata sulla competenza, non sulla convenienza.

• lungimiranza, perché amministrare non è rincorrere l’emergenza del giorno. Per amministrare occorre avere una visione, significa progettare il futuro, immaginare oggi la città che vorremmo tra vent’anni — e iniziare a costruirla adesso. Significa coinvolgere le persone non sulla base di promesse, ma con un progetto.

• coraggio. Il coraggio di scegliere. Di decidere anche quando è difficile. Di dire la verità, anche quando non conviene perché è impopolare. Di fare ciò che è giusto, non ciò che è più facile.

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