Mettere in relazione persone, imprese e territorio per raccontare un modo nuovo di fare filiera e, allo stesso tempo, valorizzare le eccellenze dell’Umbria. È stato questo il filo conduttore di “L’OVE Um bria – Alimentiamo relazioni”, l’evento promosso da Fattore Umbro, che si è svolto il 1 ottobre con una partecipazione qualificata e trasversale di esponenti del mondo dell’enogastronomia, dell’agroalimentare, della digitalizzazione e delle istituzioni.
Una giornata che ha messo al centro non soltanto il prodotto e la filiera avicola, ma una visione più ampia del territorio, delle sue imprese e delle opportunità che nascono quando competenze e realtà diverse scelgono di dialogare. Un confronto che ha coinvolto rappresentanti del comparto agroalimentare, dell’ospitalità e della ristorazione, insieme a professionisti dell’innovazione digitale e referenti istituzionali.
L’iniziativa, realizzata con il patrocinio di di Provincia di Terni, Comune di Montecastrilli, Coldiretti, Assoavi e Università dei Sapori, ha rappresentato per Fattore Umbro un ulteriore passo nel percorso intrapreso per costruire attorno al proprio prodotto una rete capace di raccontare e far vivere il territorio.
Un modello efficace: il supporto della digitalizzazione per lo sviluppo e crescita del comparto
Ad aprire i lavori sono stati Mirko Trappetti, Amministratore Delegato di Fattore Umbro, e Gianluca Bellavigna, Amministratore Delegato di Gruppo Maestrale, con un approfondimento dedicato al ruolo della digitalizzazione nel settore agroalimentare e alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia per rafforzare il rapporto tra produttore, prodotto e consumatore.
Particolarmente significativo è stato il contributo di Luigi Scordamaglia, Amministratore Delegato di Inalca e rappresentante di Filiera Italia, che ha portato al confronto una riflessione sulle prospettive della filiera agroalimentare italiana, sul valore della produzione nazionale e sulla necessità di continuare a investire in innovazione, competitività e valorizzazione delle eccellenze.
Grande slancio alla giornata è arrivato anche dalla presenza e dall’intervento del esperto enogastronomico Edoardo Raspelli, che ha accompagnato il pubblico attraverso una lettura capace di unire prodotto, cultura del cibo, territorio e racconto dell’enogastronomia italiana.
Il tema del turismo agroalimentare e della capacità di trasformare le eccellenze produttive in vere esperienze territoriali è stato inoltre al centro del contributo di Dominga Cotarella, Presidente di Coldiretti Umbria. Un confronto che ha sottolineato il valore della collaborazione tra agricoltura, ristorazione, ospitalità e turismo per costruire un’offerta sempre più integrata e riconoscibile. A chiudere i lavori sono stati l’On Raffaele Nevi, segretario della 13ª Commissione Agricoltura e Fabio Massimo Castaldo, già Vicepresidente del Parlamento Europeo, con uno sguardo rivolto alla dimensione italiana ed europea e alle prospettive delle politiche legate all’agricoltura, all’ambiente, alla valorizzazione delle produzioni e delle eccellenze del territorio.
Una presenza istituzionale che ha contribuito ad ampliare il confronto, portandolo oltre i confini della singola filiera e inserendo il tema dell’agroalimentare all’interno di una riflessione più ampia sul futuro dei territori e sulla capacità delle imprese italiane di competere e innovare mantenendo forte il legame con le proprie origini.
Dalla tracciabilità alla relazione con il consumatore
Tra i momenti centrali dell’incontro, la presentazione del nuovo QR Code di Fattore Umbro, evoluzione di un progetto nato con l’obiettivo di portare la tracciabilità a un livello sempre più avanzato. Fattore Umbro, nata come startup innovativa, ha scelto infatti di fare della trasparenza e della tracciabilità uno dei propri elementi distintivi, anche attraverso la collaborazione con Maestrale, realtà di riferimento nel settore IT e incubatore regionale. Il nuovo sistema mantiene le funzionalità già presenti, compresa la Privativa Industriale sulla tracciabilità in Blockchain, e amplia il rapporto digitale con il consumatore attraverso nuove aree in cui interagiranno anche Università dei Sapori e Youtube.
Infine, Fattore Umbro Experience diventa uno spazio digitale dedicato alla scoperta del territorio: i clienti retail possono conoscere le strutture della rete Horeca Fattore Umbro, scoprire dove mangiare e soggiornare, visitare i siti delle strutture e accedere direttamente alle possibilità di prenotazione.
Un sistema che, nella visione dell’azienda, trasforma così il QR Code da semplice strumento di informazione a una vera e propria porta d’accesso a un ecosistema fatto di prodotto, contenuti, persone ed esperienze.
“Vinci l’Umbria”: il prodotto come porta d’ingresso al territorio La giornata è stata anche l’occasione per presentare ufficialmente “Vinci l’Umbria”, il nuovo concorso a premi di Fattore Umbro che prenderà il via il 5 ottobre.
In palio ci saranno 36 weekend in Umbria, presso strutture ricettive e ristoranti della rete Horeca Fattore Umbro. Per partecipare sarà sufficiente acquistare una confezione Fattore Umbro e utilizzare il QR Code presente sulla confezione.
Un’iniziativa che, nelle intenzioni dell’azienda, vuole andare oltre la tradizionale logica del concorso a premi, trasformando l’acquisto di un prodotto in un’occasione concreta per conoscere e vivere il territorio.
“Potevamo mettere in palio oggetti tecnologici . Abbiamo scelto di regalare qualcosa che vale molto di più: il tempo. Il tempo per fermarsi, scoprire, assaporare e vivere un’esperienza”, ha dichiarato Mirko Trappetti, Amministratore Delegato di Fattore Umbro. “Non vogliamo una semplice promozione, ma una comunità di persone che scoprono, vivono e raccontano il nostro territorio. Per noi la tracciabilità significa costruire una relazione, creare fiducia e mettere in connessione prodotto, persone, territorio e consumatore.”
La giornata si è conclusa con un momento conviviale nel quale la cultura del territorio ha incontrato la tradizione enogastronomica e il lavoro degli chef. Hanno partecipato Latteria Saccoccia, Az. Agr. Montepuro, Frantoio Mannelli e Az. Agr. De Carolis, con il beverage curato dalla Famiglia Cotarella e il banqueting affidato alla chef Barbara Agosti.
Da qui il messaggio che aziende enti, associazioni di categoria e autorità hanno scelto di affidare all’intera iniziativa: non soltanto promuovere un prodotto, ma costruire attorno ad esso relazioni, esperienze e occasioni di conoscenza e confronto. Solo cosi si genera una “macchina” capace di valorizzare il bello di questa regione.












