La responsabilità del calo nella produzione elettrica è principalmente riconducibile al comparto idroelettrico che ha risentito pesantemente nel 2007 della crisi idrica

La scarsità delle acque nei fiumi dell’Umbria nel 2007 ha avuto pesanti riflessi anche nella produzione dell’energia elettrica.
Mentre la produzione termoelettrica (4,1 miliardi di kWh) è diminuita del solo 2,7%, quella idrolettrica (0,9 miliardi di kWh) è letteralmente crollata con un meno 41,8%.
Complessivamente la produzione è stata di circa 5,1 miliardi di kWh, in calo dello 13,2% rispetto al 2006.
Nel frattempo però il fabbisogno elettrico è stato di 6,5 miliardi di kilowattora (1,9% del totale nazionale), con una crescita del 5,9% rispetto al 2006. I consumi elettrici per abitante sono stati pari a 7.066 kWh.

A compensare la riduzione di produzione, in parte minima, l’energia eolica (3 milioni di kWh) che è aumentata del 25%; si affaccia anche la produzione fotovoltaica che, nulla nel 2006, è stata di 2,6 milioni di kilowattora.
Il deficit quindi, coperto con il contributo delle altre regioni, è stato di 1,4 miliardi di kWh, pari al 21,6% del fabbisogno (4,3% nel 2006).
Nel 2007 la suddivisione dei consumi di energia elettrica per settore economico conferma l’industria al primo posto con una quota pari al 63,3% del totale; seguono il terziario (19,6%), il domestico (15,4%) e l’agricoltura (1,7%).

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