In nove mesi, il consiglio comunale di Marsciano ha discusso quattro volte di bilancio e di questioni economiche e finanziarie: il 9 e il 30 di settembre 2014, l’11 e il 30 di giugno 2015. Il 29 luglio scorso, dopo tre proroghe concesse del Ministero e tutte utilizzate dal comune senza che ne sia stato spiegato il motivo, è avvenuta l’approvazione da parte della sola maggioranza.
Il comune denominatore di tutte le discussioni è sempre stata la mancanza di informazioni; la maggioranza ha sparso a piene mani nebbia, in modo che le idee chiare fossero poche su cosa, effettivamente, ci fosse da discutere nell’interesse dei cittadini.
Pur riconoscendo senz’altro il gravoso lavoro fatto dai dipendenti comunali, per le difficoltà reali dell’applicazione delle nuove normative e procedure, resta il fatto che il listone della maggioranza, quasi in opposizione ai responsabili stessi dell’amministrazione comunale, si è preoccupata solo di partorire ed esibire una montagna di carte, in modo da rendere sicuramente impossibile una chiara e fruttuosa discussione con i consiglieri di minoranza, pur sempre rappresentanti dei cittadini, e quindi dell’antico spirito anglosassone dei “Civil Servant” al loro servizio e non a quello delle segreterie dei partiti, solo per poter comandare.
I cittadini ed i loro stessi rappresentanti tenuti all’oscuro di tutto, buoni solo per pagare quei diritti che ormai sono diventati una graziosa elargizione del sindaco monarca.
Risultato certo di questo voluto guazzabuglio è che, negli ultimi quattro anni, le imposte e le tasse comunali sono aumentate tra quest’anno e quello precedente di oltre 2.000.000 di euro, con un incremento di circa il 24%: questa è stata la razionalizzazione imposta dal sindaco monarca di Marsciano. A riprova di quanto veniamo affermando, poi, c’è la conferma di tutto ciò proveniente relazione annuale sugli andamenti della finanza territoriale, inviata dalla Corte dei Conti al Parlamento. E, come se non bastasse, c’è la segnalazione del MEF di un netto aumento dell’evasione IRPEF, con Marsciano in testa a tutti i comuni dell’Umbria, che si attesta del 369,8% negli anni 2013-2014 e, quindi, con un’evasione che da 8,5 è salita a 40,1 milioni di euro, registrando un aumento di 31,5 milioni.
E riuscirà anche il sindaco-sceriffo a far recuperare i 360.000 euro previsti tra le entrate come recupero alla lotta per l’evasione di IMU ed ICI?.
E, quindi, con una qualità sempre più scarsa, il territorio assalito dalla cementificazione (COOP) e ridotto a una discarica come al Cerro, cave che spuntano dappertutto con grave pericolo anche per la vita dei cittadini, com’è accaduto nella tragedia alla Barca; mentre i cittadini devono solo pagare sempre di più, con lo spandimento di cortine fumogene negli occhi di chi cerca di capirci qualcosa nell’interesse della comunità e del buon senso per ottenere servizi migliori a un minor costo.
Ma ormai la deriva del comune è avviata. Ed ancora non sono arrivati i chiarimenti che abbiamo chiesti, e che nonostante il boicottaggio dei soliti noti in commissione Controllo e Vigilanza, dovranno alla fin fine pur esser dati, sulle risultanze dell’ispezione fatta dal Ministero dell’Economia e Finanze, i cui rilievi, alcuni tra i più importanti, rimasti senza risposta, sono finiti di recente, sotto la lente d’ingrandimento della Procura e della Sezione Regionale per l’Umbria della Corte dei Conti.
Anche in questo caso quello che sarà da pagare lo sarà sempre a carico dei cittadini, volutamente tenuti all’oscuro di tutto?. Oppure, riuscirà davvero il sindaco monarca a far passare la sanatoria, al momento, stabilita in fretta e furia con la sola determina del responsabile finanziario?.
Sono questi i veri incubi dell’amministrazione comunale: l’opacità delle decisioni e tutto o quasi quello che passa sulla testa dei cittadini, considerati solo alla stregua di un gregge di pecore belanti da tosare, a cui è rimasto un buon cane da guardia, il “MOVIMENTO 5 STELLE”, con la sorveglianza della consigliera Anna Offredi disposta e pronta a mai mollare, perché resterà sempre a chiedere conto di tutto. E davvero, le altre opposizioni pensano di risolvere il problema del bilancio, presentando piccoli palliativi, come il cedere meglio l’alluminio o il vetro?. Come se la rivendita possa dipendere dal comune e senza capire, invece, che è dalla testa che si sente la puzza del pesce marcio?. Davvero tutto può risolversi con le migliorie manutentive al patrimonio arboreo ed al trasporto pubblico urbano?. E non son queste come le mollichine di pane nella favola di Pollicino, per non perdersi nei meandri veri del bilancio e semplice strategia per tentare di ritrovare la strada, da tempo, ormai perduta?
- Anna Offredi (portavoce M5S) e attivisti Giovanni Spacca e Michele Spoleti
- 27 Agosto 2015











