Un cittadino di Todi si è visto negare il rilascio della copia di una determina riferita al valore dei terreni edificabili ai fini Ici; in compenso gli è stata fatta scrivere una lettera e comprare pure una marca da bollo

Anche a livello locale trasparenza e burocrazia si rivelano un un binomio di difficile conciliabilità. La legge n. 241 per la trasparenza dell’operato delle pubbliche amministrazioni si scontra infatti con poco comprensibili atteggiamenti che tendono ad escludere i cittadini dall’accesso ad informazioni che dovrebbero avere invece la massima diffusione o, almeno, ampia possibilità di consultazione.
A riprova di ciò può essere interessante riferire quanto accaduto al Comune di Collazzone al professor Paolo Federici di Todi. Ecco la breve cronaca dell’involontario protagonista…

“Il 9 luglio – scrive Federici – mi sono recato al Comune di Collazzone per ottenere copia della determina dell’Ufficio Tecnico Comunale n. 38 del 17/04/08, con la quale venivano stabiliti i valori di riferimento per la determinazione dell’imponibile ai fini ICI di un terreno edificabile.
La richiesta è scaturita dalla mia volontà di confrontare le diverse scelte operate dalle Amministrazioni comunali dell’Umbria riguardo all’ICI sui terreni edificabili.
Nulla di segreto, perciò, in quanto i dati relativi ai suddetti valori di riferimento erano già stati pubblicati all’albo del Comune, la cui Amministrazione aveva il dovere di renderli noti nel modo più ampio possibile.
Ma all’Ufficio Tributi vengo guardato con un certo sospetto… mi viene chiesta la motivazione… e l’impiegata, incerta sul da farsi, dopo aver consultato altri colleghi, mi invita a produrre una richiesta scritta, che viene poi accettata e protocollata, e di ritornare dopo qualche giorno con una marca da 14,62 euro da applicare sul documento richiesto.
Ma, tramite avviso telefonico, il 15 luglio mi viene comunicato che la mia richiesta non potrà essere evasa in quanto non residente nel Comune di Collazzone. Resto sconcertato e con in mano la marca da 14,62 euro, che mi hanno fatto inutilmente acquistare”.
Amaro e duro il commento finale di Federici: “Sebbene si propagandi tanto il cambiamento apportato dalla 241, devo rilevare che il palazzo del potere è sempre avvolto dalla nebbia per sottrarsi alla trasparenza degli atti amministrativi”.

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