Nuova vita per l’ex caserma dei carabinieri di Todi, stabile che si trova all’inizio di Via Giacomo Matteotti.
L’immobile, che era di proprietà della Provincia di Perugia, era stato acquisito negli anni scorsi dall’Ater (Azienda territoriale per l’edilizia residenziale), la quale ha dato finalmente il via all’intervento di recupero per la realizzazione di 10 alloggi da destinare a locazione permanente a canone agevolato e di superfici extraresidenziali.
I lavori, finanziati con fondi di bilancio propri dell’Ater, prevedono una spesa di 1 milione e 240 mila euro, con un investimento complessivo indicato nel cartello di cantiere di 2,4 milioni (importo nel quale deve evidentemente ritenersi ricompreso l’acquisto dello stabile ed altri oneri accessori).
L’intervento, appaltato alla ditta “Energetica Solare spa” di Roma – dovrebbe concludersi entro il giugno del 2009, ma al momento il procedere dei lavori – il permesso a costruire era stato rilasciato già nel giugno 2007 – potrebbe anche far temere uno slittamento della consegna.
La storia della ex caserma dell’Arma, destinazione che fu dismessa negli anni Settanta, parte da molto lontano. Il primo progetto viene fatto risalire addirittura al 1993, all’epoca dell’allora Amministrazione Buconi.
Più di recente (si fa per dire!), nell’estate 2004, il Consiglio comunale di Todi approvò il piano attuativo per il recupero della struttura, attraverso il quale si è aperto un nuovo capitolo che dovrebbe finalmente restituire al complesso una funzione vitale per la città .
La volumetria complessiva, pari all’incirca a 4.700 metri cubi, dovrebbe rimanere pressochè invariata, con scelte progettuali volte a salvaguardare i caratteri peculiari dell’immobile, all’eliminazione dei corpi aggiunti nel tempo e alla realizzazione di opere tese alla valorizzazione degli elementi architettonici e di pregio, quale è il cortile.
Le apertura della facciata di Via Matteotti non verranno modificate e pure le altre non saranno incrementate, ma solo “aggiustate” per conferire unitarietà all’intervento di recupero.
La riorganizzazione a fini residenziale prevedeva, almeno nel progetto del 2004, di una nuova scala a pozzo con accesso principale a valle completa di loggiato.
Oltre ai dieci alloggi (il cui taglio varierà dai 50 agli 80 metri), erano previste al piano terra, in corrispondenza dei seminterrati di Via Mezzomuro e degli edifici che si affacciano sul corso, spazi per attività direzionali o laboratori artigianali, per un totale di 400 metri quadrati.
Gli standards urbanistici prevedevano anche la dotazione di parcheggi pubblici per una superficie di almeno 120 metri quadri e di verde per altri 80, ma la difficile reperibilità di siffatte aree aveva spinto all’epoca l’Amministrazione alla commutazione in denaro.
La sistemazione del cortile posto a valle in belvedere, oltre a servire come spazio di accesso al sistema residenziale e ai vani extra abitativi, consentirà comunque la realizzazione di uno spazio di manovra per i veicoli dei residenti, per effettuare le operazioni di carico e scarico e per a sosta esclusiva degli automezzi di portatori di handicap.
Nel 2004 (TamTam settembre, pagina 3) concludevano l’articolo fiduciosi: “C’è da aspettare ormai soltanto il bando di appalto dei lavori”. Sono passati altri quattro anni.
Speriamo che questa sia davvero la volta buona.












