Spicca il rosso ed il segno meno per le presenze dei turisti italiani nel comprensorio tuderte ed in particolare in quelle negli esercizi extralberghieri secondo i dati raccolti dalla Regione e relativi al 2015 tra gennaio ed agosto.
Tali dati negativi, però, non fanno venire meno il segno più nel totale degli arrivi di turisti + 9,50% rispetto a l’analogo periodo del 2014 e nelle presenze complessive che sono salite del 2,19%; incrementi che sono comunque superiori di molto a quelli medi regionali: 3,70% e 1,15%.
Soprattutto sono elevati i dati per il turismo straniero: + 18,93% per gli arrivi e + 11,33% per le presenze ben oltre quel che è avvenuto nel complesso dell’Umbria che ha fatto constatare un modesto + 2,80% negli arrivi ed un + 2,17% nelle presenze, incrementi trainati da quelli nella provincia di Terni, orvietano soprattutto, ( +10,56% e + 8,98%) mentre in quella di Perugia il dato è più scarso: +1,13% e + 1,12%.
L’orvietano è in particolare il comprensorio turistico che in Umbria, insieme – ma in misura minore- a quello di Assisi è riuscito ad avere incrementi di presenze superiori a quelli degli arrivi e forse questa esperienza sarà utile a superare quello che sembra l’handicap principale del turismo umbro: dopo tre giorni non c’è nulla da fare.
Un “nulla” che non può certo imputarsi al territorio ma forse a chi prepara “pacchetti” e “promozioni” ritenendosi l’ombelico della regione e quindi con una restrizione geografica ingiustificata, che solo una reale integrazione tra operatori turistici di più luoghi può contribuire a superare.
In genere il turista, che è abituato a vivere in città in cui per il tragitto casa lavoro si impiega più tempo di quanto ne occorra per traversare tre volte l’Umbria, è pronto.
Questo, comunque, è il quadro complessivo delineato dalla Regione:
http://www.regione.umbria.it/documents/18/3111438/Movimento+comprensoriale+gennaio-agosto+2015/560ff021-5d28-47b6-97aa-6dba5feb9e19.
Per quanto riguarda il turismo italiano, Lazio (+7.93% arrivi e +4.84% presenze), Lombardia (+3.02% arrivi e +2.49% presenze) e Campania (+4.56% arrivi e – 0.20% presenze) sono le regioni da cui proviene il maggiore numero di turisti, mentre la Puglia, con un +3.73% arrivi e +0.70% di presenze, e soprattutto Calabria (+17.78% arrivi e +11.70% presenze) e Basilicata (+20.04% arrivi e +20.11% presenze) sono le regioni che hanno registrato la maggiore crescita di flussi turistici verso l’Umbria.
Sul fronte straniero, Paesi Bassi, Belgio e Germania si confermano come i Paesi con il maggior numero di presenze, seppure in calo rispetto all’estate 2014, mentre i flussi turistici crescono soprattutto dalla Polonia, con un +37.33% di arrivi e +15.22% di presenze, seguita da Francia (+18.51% arrivi e +19.24% presenze), Regno Unito (+12.16% arrivi e +10.38%), Danimarca (+4.02% arrivi e +3.32% presenze) e Usa (+0.19% arrivi e +2.07%)”.
In proposito “Questi dati – ha detto l’assessore regionale Paparelli – ci confermano che l’Umbria è la meta giusta per chi apprezza le cose autentiche.
Oggi accanto alle mete classiche vengono apprezzati i borghi umbri non battuti dal turismo di massa, dove il turista cerca autenticità, comfort moderno e tradizione locale.
E noi – ha proseguito l’assessore – siamo pronti per accogliere questa domanda che è fatta da un turismo esperienziale, intelligente e sostenibile.
Per il futuro vogliamo puntare ad innovare il comparto dell’accoglienza turistica nel solco della tradizione”











