“Come organizzatore del Gran Premio Italiano Mongolfieristico, evento che questo anno celebra la sua ventesima edizione, dopo avere letto nei giorni scorsi con incredulità il titolo su un quotidiano “Festival spostato, penuria di turisti”, sono stato spinto a dover rispondere, dopo 17 anni di silenzio, a queste assurdità che continuamente cercano di sminuire l’importanza del nostro evento e di esaltare l’importanza del Todi Festival.
Premesso che il mese di luglio è stato sempre a Todi un mese di scarso afflusso turistico ed è proprio per questo motivo che le strutture ricettive di Todi hanno sempre dimostrato grande entusiasmo per il Gran Premio, non si può affermare che ci sono meno turisti a Todi questo anno perchè la data del Todi Festival è stata spostata alla sua data originale di agosto-settembre.
A questo punto è doveroso puntualizzare alcuni aspetti riguardanti le due manifestazioni che sono ben diversi tra di loro ed è chiaro che il riferimento è solamente alle edizioni passate di Todi Festival, perchè sono ottimista che le future edizioni raggiungeranno le aspettative dei tuderti tutti, avendo un direttore artistico professionista come Maurizio Costanzo, con la sua capacità, conoscenze e contatti importanti affiancato dalla volontà della nostra attuale Amministrazione di fare bene.
Il Gran Premio ha avuto la “disgrazia” di nascere proprio lo stesso anno del Todi Festival, ma essendo un evento senza nessun appoggio politico contrariamente a quello del Festival, il Gran Premio ha sempre trovato di fronte una strada tutta in salita non potendo contare sull’appoggio degli enti locali e regionali, in quanto tutto era focalizzato unicamente sulla buona riuscita del Festival.
Non c’e dubbio che le prime tre edizioni del Festival sono stati eventi degni di tutta l’importanza che veniva indirizzata loro, ma a mia modesta opinione, con il budget consistente che gli era assegnato e un minimo di conoscenze nel giro artistico non era difficile assicurare la buona riuscita dell’evento.
Certo è che dopo le tre edizioni iniziali, il Festival è andato a rotoli e malgrado tutti gli sforzi la manifestazione non ha dato più NULLA alla città e, per poter salvare la faccia e per giustificare tutta l’importanza che ancora veniva data a questo evento, si è avuta la brillante idea di spostare l’evento al mese di luglio, così potevano dire che tutte le prenotazioni nelle strutture ricettive erano quelle delle persone che avevano a che fare in qualche modo con il Festival…
Niente di più assurdo! Questi pernottamenti erano pernottamenti di persone che avevano a che fare con il Gran Premio e che continuano a pernottare ancora e per questo mi è difficile capire che se luglio 2008 è un po’ “moscio” non è assolutamente perchè non c’e più il Todi Festival ma magari ad una crisi generale che investe tutto il nostro paese.
In conclusione vorrei solo evidenziare che il tipo di turismo che genera il Gran Premio è quello che vorrebbero molte altre città italiane e cioè non turisti “mordi e fuggi” ma un turista straniero economicamente benestante che pernotta per una lunga permanenza in o nei dintorni della città di Todi, assicurando circa oltre 2000 pernottamenti nel mese del luglio e che per questo anno per noi è nella media.
Detto questo vorrei solamente fare una riflessione e cioè se è stato giusto che venti anni fa l’Amministrazione abbia deciso di snobbare il nostro evento in favore di un festival culturale, invece magari di promuoverli entrambi, considerato che a molti dei nostri concittadini, ed a me per primo, se ci venisse chiesto un parere sull’“Otello” la prima cosa che ci verrebbe in mente sarebbe quella bravissima persona di Vasciano titolare di un impresa edile!
Con l’occasione vorrei ringraziare sinceramente il sindaco Antonino Ruggiano e tutta l’attuale Amministrazione per l’impegno profuso e la disponibilità dimostrata finora per poter portare in futuro il Gran Premio al livello che merita”.












