A Todi la questione dell’Ici continua a tenere banco, soprattutto dopo che si è appreso dell’accoglimento di un ricorso, da parte della Commissione Tributaria Provinciale di Perugia, contro un accertamento del 2007 per il pagamento dell’Ici del 2002.
La notizia non ha prodotto finora alcuna reazione tangibile da parte del Comune, comportamento che porta oggi Andrea Caprini di Rifondazione comunista a parlare di un “silenzio assordante sulla vicenda della Giunta Ruggiano”.
L’esponente dell’opposizione ricorda come, in base alla sentenza, “il Comune di Todi non può richiedere per il 2002 il pagamento dell’imposta per le aree fabbricabili individuate dal Piano Regolatore (parte strutturale) per la mancanza dei presupposti di fatto e di diritto”.
Partendo da ciò Rifondazione Comunista chiede con forza che la Giunta Ruggiano spieghi “ai cittadini quali determinazioni assumerà in merito all’intera vicenda; a meno che – è il commento del consigliere comunale di Rifondazione – anche sull’Ici non continui a brancolare nel buio come su tante altre questioni del governo della città, non da ultimo il Todi Arte Festival”.
Caprini chiama l’Amministrazione ad assumersi le sue responsabilità, ricordando come nei mesi scorsi, “pur se la Corte Costituzionale aveva dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni di illegittimità costituzionale, Rifondazione criticò l’atteggiamento “pilatesco” della Giunta Ruggiano che scaricava la responsabilità degli avvisi sul centrosinistra. È di tutta evidenza – si legge nel comunicato – che l’Amministrazione, mentre con i cittadini assumeva un atteggiamento di cordoglio, intanto continuava ad inviare gli avvisi di accertamento assumendosene tutta la paternità”.
Ora, dopo che la sentenza del 19 maggio, sulla base dell’art. 5 del D.lgs. 504/92, ha sancito che “…per le aree fabbricabili il valore è quello venale in comune commercio al 1º gennaio dell’anno di imposizione”, tenuto conto che il PRG, parte strutturale, è stato adottato successivamente, “è di palmare evidenza – sottolinea Caprini – che il terreno da assoggettare al tributo, in data 1 gennaio 2002, non aveva natura di area fabbricabile e quindi mancavano i presupposti di fatto e di diritto per la legittima imposizione dell’Ici”.
Al di là delle rivendicazioni e delle dispute di ordine politico, il pronunciamento della Commissione tributaria provinciale potrebbe avere dei riflessi pesanti sul bilancio comunale 2007, all’interno del quale i proventi delle cartelle 2002 erano state inserite all’attivo, con il comitato anti-ici che ha iniziato già a parlare di richieste di rimborso.
Non è escluso, anzi è probabile, che il Comune promuova opposizione dinanzi alla Commissione regionale contro l’accoglimento del ricorso, ma questione resta una spada di Damocle sull’immagine e sui conti dell’ente.












