Mercoledì 25 novembre 2015, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si è svolta una conferenza stampa promossa dall’On. Giuseppe Civati sul tema del consumo di suolo in Umbria, con particolare riferimento alla recente vicenda che vede in aperto conflitto il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo da una parte, e la Regione dell’Umbria e il comune di Marsciano, dall’altra. Come è stato brevemente richiamato dal Consigliere comunale della lista L’ Altra Marsciano, Federico Santi, la vicenda prende origine da una inadempienza della Regione Umbria, che non avendo predisposto un Piano Paesaggistico prima di presentare il Piano di Sviluppo del Territorio, che regola la programmazione urbanistica, ha provocato l’intervento del Mibact e del Governo , che lo scorso maggio ha proposto ricorso alla Corte Costituzionale.
In perdurante assenza della necessaria programmazione da parte della Regione Umbria, anche dopo le elezioni regionali di maggio, la Sovrintendenza dell’Umbria ha poi emanato un decreto che, in sintesi, pone un vincolo cautelativo su tutte le zone considerate di interesse nazionale, dal punto di visto paesaggistico e culturale, in sostituzione dei mancanti strumenti di programmazione regionale: tra queste zone è compresa anche quella detta “Contado di Porta
Eburnea”, un’area di circa 60 Kmq quasi interamente ricadente nel comune di Marsciano. La Regione Umbria e il Comune di Marsciano, invece di ricercare un dialogo con il Ministero e la Sovrintendenza al fine di meglio rappresentare e perseguire gli interessi dei cittadini
interessati dal provvedimento, come per esempio è stato fatto in analoga situazione dalla Regione Toscana, hanno ritenuto di proporre ricorso al TAR contro il decreto, di fatto mostrando di non voler accettare nessun vincolo all’espansione urbanistica e inasprendo lo
scontro con il Governo. La sentenza del TAR è attesa per il prossimo 2 dicembre.
Il Consigliere Santi ha precisato che nella cittadinanza, e non solo tra gli aderenti alle associazioni ambientaliste, non c’è contrarietà al vincolo paesaggistico. Si vorrebbe solo riuscire a far presente al Ministero e alla Sovrintendenza alcune specificità che il decreto, con
la sua generalità non è riuscito a cogliere e che rischiano di danneggiare inutilmente e pesantemente alcune categorie di cittadini.
In particolare, i più danneggiati sono gli abitanti della frazione di Spina, il cui “Comitato dei Terremotati 15 dicembre 2009”, è stato rappresentato in conferenza stampa, dal Vice presidente Lorenzo Berti che ha rimarcato come dall’evento sismico siano passati davvero troppi anni: attualmente, ci sono 67 abitazioni principali con ordinanza di sgombero totale, che hanno copertura finanziaria ed hanno iniziato gli interventi di risanamento; ulteriori 32
edifici con ordinanza di sgombero parziale non hanno ancora copertura finanziaria. Il Progetto integrato di recupero (P.I.R. ) del Castello di Spina, con ordinanza di sgombero totale, e con completa copertura finanziaria, è al momento bloccato a causa del decreto
emanato dalla Sovrintendenza dell’Umbria.
Un terremoto “sottostimato”, è stato definito quello di Spina, avvenuto sei mesi dopo la tragedia de L’Aquila: solo la passione degli abitanti e la loro abnegazione nel cercare finanziamenti e mutui hanno impedito la desertificazione dell’abitato. Alcune abitazioni
all’interno del Castello, cuore della frazione, sono state indicate, ora, “di interesse pubblico”, con conseguente richiesta di ri-progettazione, ulteriori ritardi e aggravio di spese dell’ordine
del 20%. Ovviamente, rifiutando ogni vincolo, il Comune di Marsciano non aveva mai avvertito i cittadini di questa possibilità, che avrebbe dato accesso anche a finanziamenti specifici, ormai fuori portata per tempi e modi.
E’ evidente la necessità di un confronto diretto e costruttivo tra la cittadinanza e il Ministero e la Sovrintendenza, soprattutto ad evitare che la eventuale prolungata conflittualità interistituzionale,
qualunque sia l’esito della prossima sentenza del TAR, ricada sulle spalle dei cittadini che quelle istituzioni, ai diversi livelli, dovrebbero rappresentare.
Il Senatore Roberto della Seta, presente alla conferenza, ha ricordato come l’Umbria, insieme alla Liguria, sia stata negli ultimi dieci anni, tra le regioni che hanno praticato maggior consumo di suolo, e come questo non contribuisca ad attribuirle fiducia da parte del Mibact.
Ha quindi espresso apprezzamento per il senso di responsabilità esercitato dalle associazioni dei cittadini, nonostante le difficoltà, accentuate dall’assenza di un normativa organica sul consumo di suolo, la cui discussione ristagna da quasi due anni in Commissione parlamentare.
L’On. Civati, con il gruppo di Possibile, si è impegnato a rappresentare quanto evidenziato e a sollevare l’interesse del Ministro Franceschini presso il Parlamento sulla vicenda, attraverso
una interrogazione sulle iniziative specifiche che il Ministero intenderà prendere, qualunque sia l’esito della sentenza del TAR.

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